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Al Concordia “I colori della tempesta”: la storia di Rotondi porta San Marino sul grande schermo

Il film racconta l’uomo che salvò migliaia di opere d’arte durante la guerra. Parte delle riprese sul Titano, protagonista di un progetto che punta sul cineturismo per valorizzare e promuovere il territorio

di Monica Fabbri
25 set 2026

Salvare la bellezza mentre intorno infuria la guerra. Nasconderla, proteggerla, sottrarla alle bombe e alle razzie naziste, con la profonda consapevolezza che difendere l’arte significa custodire l’anima e la memoria di un Paese. È la storia vera di Pasquale Rotondi, il giovane soprintendente marchigiano che durante il secondo conflitto mondiale riuscì nell'impresa straordinaria di mettere al sicuro migliaia di capolavori italiani.

Una vicenda di coraggio e senso del dovere che rivive nel film “I colori della tempesta”, diretto da Roberto Dordit, presentato con successo di pubblico al Concordia. Ma questa è una storia che parla anche sammarinese. Parte delle riprese è stata infatti realizzata sul Titano, inserendo la Repubblica non solo nelle immagini del film, ma all'interno di una visione più ampia che intreccia arte, cultura e promozione del territorio.

“È un progetto che la Segreteria di Stato per il Turismo porta avanti già da alcuni anni, per volontà del Segretario Federico Pedini Amati e con la collaborazione di Fabrizio Raggi” afferma Alan gasperoni, Segretario particolare della Segreteria Turismo. “Abbiamo creduto fin dall’inizio che il cinema potesse diventare un importante strumento di promozione turistica e abbiamo deciso di sostenere questa iniziativa perché esiste un legame molto forte con il nostro territorio. Non soltanto perché alcune scene sono state girate a San Marino, ma perché la stessa storia di Pasquale Rotondi si intreccia con quella del Titano. Dopo la guerra, il Soprintendente continuò infatti a collaborare con San Marino e nel 1966 fu insignito dell’onorificenza di Sant’Agata. È dunque una storia che appartiene, in parte, anche a San Marino. Siamo davvero felici di essere riusciti, grazie alla collaborazione di tante persone, a trasformarla in un film che oggi abbiamo il piacere di vedere e che ci auguriamo possa raggiungere un pubblico sempre più ampio”.

Rotondi comprese che, mentre la guerra distruggeva città e vite, un altro patrimonio rischiava di andare perduto per sempre. E agì. Il regista Roberto Dordit spiega il suo lavoro: “Ho cercato di entrare nell’essenza di Pasquale Rotondi, partendo da una domanda: che cosa ha mosso quest’uomo? Era un giovane soprintendente, si trovava a Urbino durante la guerra e gli fu affidata una responsabilità enorme: salvare una parte straordinaria del patrimonio artistico italiano. Mi sono chiesto cosa lo abbia spinto ad assumersi un compito così grande, in un momento così drammatico. È da questa domanda che, fondamentalmente, è nato il film. E devo dire che l’operazione è riuscita”.

“L’Operazione Salvataggio rappresenta uno degli episodi più importanti e anche rocamboleschi della tutela del patrimonio artistico italiano durante la Seconda Guerra Mondiale” racconta la storica dell'arte Roberta Aliventi. “Nel Montefeltro arrivarono moltissime opere che, grazie al coraggio di Pasquale Rotondi e di quanti lavorarono con lui, anche mettendo a rischio la propria vita, furono custodite e preservate fino a noi. Ma Rotondi va ricordato anche oltre quell’impresa: fu uno storico dell’arte e un soprintendente straordinario, che dedicò l’intera carriera alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio artistico italiano”.

La proiezione al Concordia guarda anche al futuro, con l'attore e regista Fabrizio Raggi che ha evidenziato il valore strategico del connubio tra cinema e territorio. La presenza di San Marino nella produzione diventa infatti un tassello del percorso avviato dalla Segreteria sul cineturismo: utilizzare il grande schermo come vetrina capace di raccontare luoghi, identità e patrimonio e, nello stesso tempo, creare le condizioni perché il Titano possa attrarre nuove produzioni cinematografiche e audiovisive.





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