Riscrittura contemporanea del mito, tra ironia e memoria, la figura di Penelope nelle sue fragilità, contraddizioni e desideri in un racconto sospeso nel tempo, ripetendo il proprio fare e disfare la scena, come Penelope con la tela. Simbolo dell'attesa di un uomo in guerra, mentre lei il conflitto lo vive in casa, opponendosi al potere maschile così come maschile è la prospettiva che ne ha raccontato la storia, lasciandola ai margini. Da qui la rilettura di Paola Fresa in un processo drammaturgico che parte dall'etimologia del nome Penelope, ovvero “anatroccola”, dalla leggenda per cui il padre tentò di affogarla. La chiave ironica con cui vengono affrontate queste tematiche universali riporta immediatamente l'indagine sul mito al nostro vivere contemporaneo, restituendo un'educazione sentimentale al femminile che pone al centro la ricerca della felicità.