Dopo le poesie, Vittorio Brigliadori si cimenta con un romanzo ambientato in uno dei momenti più drammatici per l’Italia. Partendo dalla vicenda personale di una coppia, racconta il clima umano, morale e sociale dell’Italia in guerra. Ha scelto Serravalle, di cui è stato Capitano di Castello 6 anni, per presentare ufficialmente “Alba – 13-1-1944: La storia di Carlo e Caterina”. Una storia nella storia, sullo sfondo di un Paese diviso tra occupazione, paura e speranza.
I due protagonisti affrontano scelte difficili, tra amore, dovere e il peso delle decisioni morali, diventando così uno specchio della storia di un’intera nazione, sospesa tra rovina e rinascita. Nel momento più buio, quando le strade sono segnate dalla guerra e l’incertezza pesa su ogni scelta, le vite dei singoli riflettono tensioni, paure e speranze di un popolo intero. Le decisioni, i piccoli gesti e le prove quotidiane dei protagonisti assumono così un valore universale, mostrando come l’amore, il coraggio e la resilienza possano illuminare anche i giorni più cupi, in attesa dell'alba di un nuovo giorno.
“Dopo cinque raccolte di poesie – spiega Brigliadori - ho pensato che il romanzo potesse dare seguito a un'esperienza personale che è fatta anche di un vissuto, e che attraverso le persone a me care, tra le quali mia madre e anche mio padre prima che ci lasciasse, ha segnato in modo indelebile la coscienza di tutti, ma soprattutto ha lasciato una grande domanda anche nella mia”. L'autore ci racconta di aver cercato di “rivisitare alcune dinamiche sia cittadine che caratteriali dei personaggi all'interno del romanzo, che dessero spessore ad una realtà che sembra tanto lontana ma che l'attualità ci ha fatto ripiombare nel presente”.