L'antico borgo di Bard è ancora lì sotto a presidiare il passaggio della antica consolare delle Gallie d'epoca romana: un accesso alpino dal Gran San Bernardo giù fino a 400 metri verso il Belpaese, si apre alla “Vallée”, e viceversa. Vent'anni di recupero conservativo che ha dato in via alla valorizzazione turistica e culturale, appunto: un modello pilota storicamente. Una rinascita regionale dagli anni Novanta. Un polo museale in nuce aperto alle università e agli eventi espositivi aostani che permettono di destagionalizzare il turismo attirando interessi variegati da Italia ed Europa. Uno spazio dialogico forte che coinvolge, scienza, storia, e società per l'imminente cambio d'epoca (tecnologia e rivoluzione digitale): Un futuro da BARD!