Dal padiglione sammarinese all’Arsenale. Reggenza in visita alla mostra internazionale d’arte e Padiglione Italia. Il titolo dell’evento “In minor keys” rimanda alle tonalità minori musicali, ma diventa metafora che invita ad ascoltare le voci più discrete, fare attenzione ai dettagli, raccontare le esperienze marginali. Ed ecco che la mente torna a Sea of sound, il padiglione di San Marino. Sotto il frastuono del mondo, c’è il rumore della resistenza quotidiana. L’arte come medicina che cura e accoglie il visitatore.
La figura umana trasfigurata che si fonde con l’arte. I valori dell’Amicizia, fratellanza tra popoli diventano strutture circolari, avvolgenti. Nell’aria profumo, suoni per coinvolgere tutti sensi dello spettatore.
Messo al centro, invitato anche a rilassarsi e contemplare per godere a pieno le opere proposte. Il dolore accolto come parte della vita ed elevato ad arte così come nelle intenzioni della curatrice, la prima africana, Koyo Kouoh. Venuta a mancare l’anno scorso, il suo staff ha portato a termine il progetto e quello che vediamo è la sua eredità al mondo intero.
Il Padiglione Italia, nell’ultima parte della visita della Reggenza, è uno dei più apprezzati dalla critica. Con il progetto “Con te con tutto” di Chiara Camoni si differenzia dagli altri perché punta su lentezza, dimensione relazionale: opere in ceramica e installazioni che richiedono tempo per essere assimilate. Uno spazio di incontro e di ascolto.
Continuano anche ai Giardini le esposizioni. Qui alcuni tra i Padiglioni più discussi. A partire da quello russo, che era stato chiuso con l’inizio della guerra in Ucraina nel 2022 e quest’anno ha riaperto. Anche se nei fatti è più chiuso che aperto. La Biennale di Venezia difende da mesi il diritto di partecipare della Russia, che però non ha i permessi per fare eventi pubblici e quindi è aperto ma nessuno può entrare. All’ingresso il video di una performance.
All’interno comunque un padiglione scarno a livello artistico. Molto discusso anche il Padiglione degli Stati Uniti: Call Me the Breeze con le sculture di Alma Allen: la critica è piuttosto divisa, con una tendenza al tiepido o al negativo. L’artista ha parlato di una mostra «sobria» e dotata di una sua «grazia e fantasia».
Ma alcuni commentatori hanno definito il padiglione «formalmente debole» e «politicamente evasivo». Arriviamo all’Austria per la sua particolarità. Tra i primi 10 consigliati dalla critica: l’artista Florentina Holzinger presenta “SEAWORLD VENICE”, un progetto che mescola performance, installazione e critica ecologica.
Il padiglione è stato trasformato in una sorta di incrocio tra parco acquatico distopico, tempio rituale e impianto di depurazione.