Al Concordia da questa settimana con “L’amore buio”

Al Concordia da questa settimana con “L’amore buio”.
Ciro, adolescente dei quartieri bassi – li chiamano Spagnuòli – con altri della banda, dai tuffi al mare passa a uno stupro notturno ai quartieri alti di Posillipo. Irrompe nella vita di Irene e la ragazza entra nella sua: il carcere minorile di Nisida per lui, la prigione soffocante e dorata di una vita ormai impossibile, per lei. Lentamente, dolorosamente, si incontreranno. Capuano è un documentarista napoletano è dirige giovani attori non professionisti insieme a interpreti navigati come Valeria Golino e Corso Salani (ultima apparizione struggente la sua) in una storia tratta da un fatto di cronaca ispirato alla cruda realtà di una città a due facce: borghese ed emarginata. Il film girato in pellicola è stato letteralmente colorato e saturato con tecniche digitali: pittato a mano - dice l’autore. “Riuscita visionaria”, la chiama. Colpisce il carcere. Pulito, tirato a lustro a strapiombo sul mare, in un quadro di vita realistico. Tante le scene sotto la pioggia scomoda e irrequieta che monda il male. Un racconto riuscito sulle smanie d’amore perché anche nella melma c’è dignità. Dopo le riprese la troupe ha regalato 120 litri di vernice murale sbiancante alla direzione della prigione minorile come ricordo della esperienza fatta dai tecnici e soprattutto dai giovani detenuti.

f.z.

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