Barra e De Simone continuano ad essere in pieno sodalizio artistico e musicale per LA CANTATA e La Nuova Compagnia di Canto Popolare dagli anni Sessanta alla morte del maestro e amico Roberto (che si definiva un girovago, un vagantes: un monaco cercante). Peppe, invece, rinnova le peripezie in prosa e musica dei “morti di fame” come Renzullo (e Sarchiapone) che per amore del presepe... (e della Sacra Famiglia) s'imbattono spaventati nella turba luciferina sconfitta e ricacciata agli inferi da San Michele combattente. LA CANTATA DEI PASTORI è un canovaccio da guitti della tradizione popolare in linguaggi alti e basso corporei tipici della farsa, e della commedia dell'arte (tra musical e avanspettacolo).
La sceneggiata in costume settecentesco andava recitata alla vigilia di Natale in quello spazio franco tra messa e teatro. La canzone napoletana e la cultura partenopea di strada hanno sempre avuto grande parte nella rappresentazione di popolo, dal pieno Settecento ai giorni nostri, proprio con Peppe Barra (nato a Procida e da sempre musico e teatrante a Napoli) e le sue liriche sceniche in poesia musicale in lingua. Spettacolo comico sul sacro, leggero e profondo, perché ironico come la “napoletanità” dai tanti registri improvvisativi e creativi.