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Germano "Ligabue" antivirus in multisala

La sfida del cinema contro la psicosi e le paure odierne ELIO GERMANO con il suo Leone d'argento in LIGABUE per la regia di Giorgio Diritti in tutte le sale possibili da LA SPEZIA al CENTRO SUD ma non in EMILIA

di Francesco Zingrillo
5 mar 2020

VOLEVO NASCONDERMI” con linguacce, pose e versi, dedicato “a tutti gli storti del mondo” come il pittore reggiano di Gualtieri Antonio Ligabue, da Elio Germano alla Berlinale. Un successo in parte dovuto alla trasformazione linguistica e fonetica nell'uso della PROSTETICA italiana ancora sperimentale tutta nostra e del doppiaggio ben combinata con 3 ore di trucco sul set per una fotografia d'autore. Nell'interpretazione del pittore maledetto la libertà di viverne l'umanità senza deformità alcuna ma con distacco e rispetto dell'artista. Nel frattempo è morto Flavio Bucci icona televisiva del pittore della Bassa emiliana sul Po. Il coronavirus avanza e il cinema è un antidoto valido alla paura per cui: “bisogna tornare alla cultura” secondo gli autori. La SETTIMA ARTE si fa coraggio e va in scena comunque, grazie a Rai Cinema e alla 01 Distribution, pur rischiando numeri modesti in multisala ma sempre per “tutti gli sbagliati e gli emarginati” di oggi.

fz


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