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"Giornata della scuola": il messaggio del Vescovo

4 ott 2016
Andrea Turazzi
Andrea Turazzi
E’ stato indicato il 4 ottobre come data per la celebrazione della Giornata “per e con la scuola”, giorno nel quale si ricorda la figura così significativa e amata di San Francesco d’Assisi.

Ecco il messaggio del Vescovo Andrea


Cari amici, l’anno scorso nel mio messaggio paragonavo la scuola ad un alveare. L’idea mi era venuta passando accanto ad una scuola da cui usciva un sommesso ronzio. In quell’alveare, ho pensato, si fa sicuramente del buon miele. Gli ronzano attorno, alacremente, alunni, insegnanti, addetti al buon funzionamento, genitori. Anch’io, che passo per strada, godo di questo alveare Diocesi di San Marino – Montefeltro Ufficio Stampa e Comunicazioni Sociali Via Seminario, 5 47864 Pennabilli (RN)
e voglio contribuire con la mia attenzione e simpatia a quello che vi succede dentro: la scuola è bella! Lo dico dopo averci passato i miei anni giovanili, dalla materna all’università. Ne sono convinto nonostante i problemi. Non ricordo più i momenti faticosi e, qualche volta, di terrore (vedi le interrogazioni di matematica!). Perfino gli insuccessi sono stati utili. A volte penso: «Se avessi giocato un po’ meno a pallone e studiato di più...». Tuttavia, la scuola mi ha dato strumenti e curiosità per coltivare il sapere. Chi sarei senza la scuola? Quanti incontri, quanti amici, quante scoperte! Tutte le “materie” sono importanti: tutte servono per la vita e... per l’educazione alla pace: dalle lingue alla storia, dalle scienze alla religione, dalla musica alla tecnica, etc. “In bocca al lupo” per il nuovo anno! Parola d’ordine: fare del buon miele. Un grande maestro diceva a proposito della “fatica” che non può mancare: «Dove c’è l’amore non si sente la fatica e anche quando c’è la fatica si ama questa fatica (S ANT ’A GOSTINO DI I PPONA , De bono viduitatis 21, 26, V sec.; per chi studia il latino: «Ubi amatur iam non laboratur et si laboratur etiam labor amatur»). Ai più piccoli: non fate lo sbaglio di Pinocchio che a scuola non è entrato mai per seguire falsi amici. Ai più grandi: fate tesoro dell’esperienza di un grande filosofo che diceva che la verità è come la scintilla che s’accende tra due pietre focaie, una metafora della necessità dell’incontro con l’altro (cfr. P LATONE , Lettera VII, IV sec. a.C.). Ripasso sotto le finestre della vostra scuola e faccio una preghiera per voi. Chi crede nel Signore sa quanto è preziosa. Chi è di altra convinzione sarà contento di questo pensiero cortese. La scuola è bella!"