Il primo romanzo di Pier Paolo Pasolini scritto in gioventù nel '50 (pubblicato nel 1962) sulla gioventù disperata del secondo dopoguerra: tre ragazzi poveri dalla campagna incontrano la lotta politica e il boom economica borghese emigrando e consumando, così, la loro breve giovinezza. Fuggono oltre cortina verso la Jugoslavia per il lavoro e la rivoluzione: la felicità nel “sogno di una cosa” che non c'è. La rotta balcanica al contrario in paesaggi sonori che richiamano le genti friulane contadine e la Venezia Giulia, eternadole...