Teatro comico di figura e commedia dell'arte si fondono nel grande riformatore italiano del Settecento, CARLO GOLDONI, amato dai francesi (e non è poco...). Un copione pescato direttamente dalla realtà veneziana vissuta dall'autore come sempre dalla parte della donna contro il vecchio avaraccio, padrone di casa, che vessa figlio, moglie e nuora: un classico (sì ma dopo che Goldoni lo ha rinnovato). Teatro nel teatro visto dal regista che introduce in scena le marionette dei Piccoli di Podrecca in fili, gambe, legni e quinte, gestiti dagli attori e attrici come burattinai-marionettisti: un po' quel che avviene per Todero-Mangiafuoco nella scrittura scenica sui restanti 10 personaggi. Il burbero (testa di legno Branciaroli) e le dinamiche famigliari in un testo filologico che guarda alla contemporaneità strizzando l'occhio alla tradizione veneta: raffinato e provocatorio. Divertimento delizioso e chiassoso com'era oltre due secoli fa. Il commediografo veneziano dipinge una figura femminile che oggi ci meraviglia e conforta visto il successo.