L'eredità di DE SICA lasciata al cinema mondiale (con Rossellini altro padre costituente del NEOREALISMO) è dell'artista totale: attore e regista, uomo di mondo capace di tutto. Dal cinema cantato anni fine anni Trenta dei “Telefoni Bianchi”, giovane attore, intuisce la rinascita del dopoguerra cinematografico romano (fino all'Oscar del '46 con Sciuscià). Oggi è una figura modello per i suoi e per i registi internazionali comunque integralmente amato dalla famiglia e dagli amici: lui, però, i modelli li inventava, li creava alla bisogna... Aveva capito perfettamente cos'era il cinema industriale salvaguardando la sua arte personale: risonanza tra privato e pubblico, “Una vita in scena” appunto. La sua nobile bontà era PIETAS popolare imparata a sue spesa tra la gente.