Un'attribuzione storica di un dipinto rinascimentale considerato di bottega ma riscoperto dalla mano di Luca Signorelli nel suo ultimo periodo (1516) dopo la ripulitura delle parti artefatte nel 600 dalle monache. Signorelli da Cortona che ispirò Raffello e Michelangelo e studiò ad Arezzo con Piero della Francesca lavorando a Perugia, torna a noi con la sua pala della pinacoteca scampata a Napoleone e Hitler, restando a Città di Castello. Colori nitidi e “squillanti dei panneggi”: il restauro rivela corpi, volti veri e nudità.