Un libraio da bancarella romana ha un'amica prof. che lo riempie di libri usati pressoché invenduti. Incontrano un bambino lasciato per strada che avrà un incidente (un gorgo di eventi). Il senso di colpa riempirà casa di clandestini invisibili (accolti ma non migranti). Non è un film sull'immigrazione (sospensione di tempo e di spazio) ma sull'immigrato-persona in arrivo da emigrato in fuga, che poi siamo noi (“Furore” di Steinback), universi inconciliabili.