Un genio libero attraverso i suoi archivi e inediti di famiglia: un Rossellini mai visto, così. Un docu-film ibrido a più mani e voci. Tutto inizia con il suo testamento del 1956... Alla fine considerava il Neorealismo castrante e inadatto a descrivere la sua arte. Da viveur amava la velocità: le Ferrari e un memorabile “Viaggio in Italia” ('54) con la sua Ingrid.