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“Non serve un Grande Fratello esplicito”: a San Marino nasce il book club “Pagine Ribelli”

Angelica Bezziccari racconta il progetto per riflettere sulla distopia e riscoprire la socialità attraverso i libri.

di Filippo Mariotti
22 ott 2025
“Non serve un Grande Fratello esplicito”: a San Marino nasce il book club “Pagine Ribelli”

Venerdì 24 ottobre alle 18.30 all’Ex-Tiro a Volo di Murata si terrà il primo incontro di presentazione del Book Club “Pagine Ribelli”, un nuovo progetto culturale patrocinato dalla Giunta di Castello di Città. L’iniziativa nasce come spazio aperto e intergenerazionale dedicato alla lettura e al confronto, con un primo ciclo di incontri sul tema “Futuri disturbati, un viaggio nella distopia”.

Abbiamo intervistato Angelica Bezziccari, organizzatrice, assieme ad altre donne sammarinesi, del Book Club, per scoprire meglio questa iniziativa.

Come nasce l’idea di “Pagine Ribelli” e perché avete scelto proprio la distopia come filo conduttore di questo primo ciclo di incontri?
L'idea del Book Club è nata spontaneamente durante una serata in cui si chiacchierava tra noi, di libri ma anche di assenza di luoghi di ritrovo sul territorio che non siano legati a logiche di consumo. Il tema della distopia è stato scelto in quanto di stretta attualità: basta leggere qualsiasi media e osservare la situazione globale. Rispetto a qualche anno fa, stiamo osservando un incremento di quello che un tempo si leggeva solo sui romanzi distopici: controllo dei corpi, violazioni della privacy, pervasività dell'AI, governi autoritari che bypassano le basilari norme democratiche, gated communities, manipolazione dell'informazione e via dicendo.

Nel vostro manifesto parlate di “derive autoritarie e di controllo sociale”: quali aspetti del presente vi sembrano più vicini ai mondi distopici che analizzerete nei libri?
Ci sarebbe l'imbarazzo della scelta ma direi:
- sorveglianza diffusa attraverso la profilazione algoritmica e il controllo digitale dove il controllo è invisibile ma onnipresente. Non serve più un Grande Fratello esplicito, sono le persone a fornire i propri dati volontariamente;
- manipolazione dell’informazione e consenso, tramite la distorsione del linguaggio e della realtà, fake news;
- tecnocrazia e disuguaglianze. Concentrazione del potere nelle mani di poche grandi aziende tecnologiche, con il rischio che le decisioni vengano prese da algoritmi e corporazioni invece che da istituzioni democratiche.

Quali titoli o autori avete scelto per iniziare questo viaggio nella distopia e che tipo di discussione vi aspettate dal pubblico?
I primi due titoli verranno comunicati proprio nel primo incontro di presentazione del 24 ottobre, ore 18.30 presso l'ex tiro a volo di Murata. Possiamo dire che non saranno i soliti autori già molto conosciuti, abbiamo cercato di proporre scrittori e scrittrici meno noti che hanno affrontato diversi aspetti e tematiche distopiche. A costruire il dibattito e la discussione saranno i lettori stessi a ogni incontro, non ci sono step prestabiliti, speriamo in generale di stimolare riflessioni ma sarà anche un'occasione di svago e socializzazione, un evento in progress che potrà evolvere in base al coinvolgimento dei partecipanti.

Definite il club un “terzo luogo” di incontro e confronto intergenerazionale: in che modo pensate di favorire questo dialogo tra lettori di età e background diversi?
Un forte interesse come quello della lettura, così come altri tipi di attività creative, è sicuramente in grado di unire persone diverse tra loro, quindi non penso ci siano difficoltà in questo senso. Penso anche che chi legge abbia sufficienti capacità per aprirsi a situazioni nuove e diverse. Sottolineo che per partecipare non è assolutamente necessario essere lettori 'forti', anzi può essere l'occasione per riscoprire o iniziare a cimentarsi con una pratica, quella della lettura, che è sempre più trascurata a causa dell'eccesso uso dei social media. Se si creerà un gruppo interessato e attivo, non escludiamo di aggiungere altre attività o eventi collaterali nel corso degli incontri.

Guardando oltre la letteratura, pensate che esperienze come il vostro book club possano diventare anche strumenti di cittadinanza attiva e di partecipazione culturale a San Marino?
Sicuramente sì, il Book Club può essere una possibilità ma ci deve essere anche l'interesse a vivere queste occasioni in modo attivo e partecipato. Come detto prima, penso ci sia anche un forte bisogno di contesti in cui le persone possano vedersi al di fuori delle logiche del consumo, per ritrovare una socialità spontanea e autentica.





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