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PentitoTraditoreInfame: Buscetta-Falcone di Bellocchio

IL TRADITORE di Bellocchio su Buscetta per 3 giorni al Concordia dopo il successo di Cannes protagonisti Pierfrancesco Favino e il palermitano Luigi Lo Cascio

di Francesco Zingrillo
15 giu 2019
Pierfrancesco FavinoIL TRADITORE di Bellocchio
IL TRADITORE di Bellocchio

il lungometraggio di due ore e mezza non è un film storico e spesso tradisce la memoria di molti dei protagonisti per la forza emozionale che lo splendido ottantenne BELLOCCHIO ha saputo creare da straniero in Sicilia utilizzando attori che recitano in dialetto e in brasiliano sottotitolati senza cedere alla tensione delle cose di mafia (didascalie e date a raffica all'inizio: scritte e sangue), anzi, rendendo FALCONE un testimone del film. Il giudice registra cronaca e giudizio, il pentito detta i fatti, insieme rischiano la vita ma solo uno muore davvero... facendo la storia. Solo vedendo il film si sa che fine ha fatto davvero BUSCETTA, con le sue molteplici famiglie e figli in 2 continenti, fino agli anni Duemila (i crediti dei titoli di coda fotografano il vero). Lo sguardo di BELLOCCHIO sul TRADITORE-PENTITO, personaggio non positivo, porta alla vicinanza umana ma non morale tradendo la reciproca utilità STATO-MAFIA. Il terzo atto è tutto sul MAXI PROCESSO in aula bunker come all'opera contano le musiche di Nicola Piovani nell'intero “pastiche” di rumori e colonne sonore, che sopraffà lo spettatore. Un dramma grottesco e buffo da 2 soldi. Dibattimento presieduto dal “maestro elementare”, che non riesce a mantenere la disciplina, tra pentiti e dissociati mescolati agli infiltrati e agli irriducibili tutti in gabbia, liberi... . Nota finale: gli americani hanno comprato i diritti perché da loro il clichet mafioso tarda a morire e BELLOCCHIO può far fare un passo avanti (anche culturale) al grande pubblico statunitense.

fz