Per la rassegna “L’altro cinema” l’appuntamento è con “La donna che canta”

Per la rassegna “L’altro cinema” l’appuntamento è con “La donna che canta”.
La piéce teatrale ha per titolo Incendies traducibile con fuoco è di Wajadi Mouawad e racconta il dramma del popolo libanese attraverso una donna, i suoi figli, e una equazione esistenziale: 1 + 1 non fa sempre 2. La efficace trasposizione cinematografica dell’opera è invece di Denis Villeneuve, parla sempre della terra dei cedri, per mezzo di una donna: mamma 3 volte in 2 parti dapprima sposa impossibile di un amore tra cristiani e mussulmani (drusi e maroniti fra gli sciti) divisi dall’odio nemici per genia che a volte provano amore. Madre una prima volta violentata da un mostro che le è figlio e carnefice a sua volta padre di 2 fratelli gemelli, maschio e femmina: 1+1 non fa 2, in questo caso, ma sempre 1 che a sua volta contiene 2 e 4… in 2 parti tragici. Una storia incredibile di sapore mediorientale partorita in Canada terra di rifugiati del Libano, lingua di colline e mare color turchese, dove i cedri ormai non resistono più.

f.z.

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