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San Marino in un mosaico della Basilica di San Marco: l'eccezionale riscoperta

L'effigie del patrono e fondatore della Repubblica è stata svelata in una cerimonia alla presenza dei Capitani Reggenti, Alice Mina e Vladimiro Selva

di Pierluigi Mandoi
26 set 2026

La Basilica di San Marco, il cuore religioso e simbolico di Venezia, uno dei monumenti più straordinari d'Italia. Ogni anno milioni di visitatori entrano nelle sue mura, ammirano le sue cupole e la pala d'oro, alzano gli occhi al cielo verso gli oltre 8000 metri quadrati di mosaici dorati. Oggi, proprio tra quelle tessere, una riscoperta. Sopra il nartece, l'atrio che precede l'ingresso nella cattedrale, tra le figure di santi ritratti c'è quella del Santo Marino. 

Un'effigie musiva nella quale si è imbattuta quasi per caso Suor Maria Gloria Riva nei suoi studi sulla chiesa veneziana di San Marziale e la cui identificazione con il patrono e fondatore della Repubblica è stata confermata dal professor Alberto Peratoner della Curia Patriarcale di Venezia. Il mosaico, risalente al 1270 circa, è stato quindi ri-svelato al mondo con una cerimonia alla quale hanno partecipato gli eccellentissimi Capitani Reggenti Alice Mina e Vladimiro Selva, insieme al segretario alla Cultura Teodoro Lonfernini e al procuratore della Basilica di San Marco, la dottoressa Chiara Boldrin.

Così Suor Riva descrive come San Marino è ritratto in questo mosaico: "Non è un ritratto nuovo alla Repubblica perché noi, in San Francesco, nella predella della pala attribuita al Mariotto, abbiamo un San Marino esattamente così, vestito da diacono, con la tonsura e con in mano il libro che lo designa come fondatore".

"Nelle tessere preziose di questi smalti e di questi ori si rinnova il patto spirituale tra la comunità sammarinese e la comunità veneziana, unite dal medesimo appellativo di Serenissima e da secoli di reciproco rispetto, di cultura millenaria e di fecondo dialogo tra le sponde dell'Adriatico", affermano i Capitani Reggenti che dopo la cerimonia hanno effettuato una breve visita della Basilica e sono stati ricevuti in sagrestia dal Patriarca di Venezia, Monsignor Francesco Moraglia.

"L'emozione è certamente tanta e si manifesta in tutte le nostre espressioni. Una scoperta di questo genere non è certamente cosa di tutti i giorni, all'interno poi di un luogo così prestigioso: rappresenta per il nostro Paese un momento attorno al quale celebriamo la figura del nostro Santo", afferma il segretario Lonfernini. "Guardare questa immagine ci può consentire di raccogliere come attraverso l'arte e la fede ci sia un forte legame tra le nostre comunità. Rivolgiamo a voi tutti l'invito a cogliere questi momenti, godervi la Basilica. Che questa visita sia un momento di riconoscimento di un grande valore e anche un'occasione per un momento di preghiera", afferma Boldrin.

Nel servizio le interviste a Suor Maria Gloria Riva, al Segretario di Stato alla Cultura Teodoro Lonfernini e a Chiara Boldrin, procuratore della Basilica di San Marco





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