Gian Lorenzo Bernini è ormai vecchio ma rimane sempre l'autorità prima della Roma papalina e barocca. Pittore, scultore e architetto, e per di più uomo di teatro, da direttore artistico dentro al potere decideva le sorti dell'arte altrui: sempre in perenne contrasto con il genio del Borromini anche in quella lunga giornata di “lettere” arrabbiate d'agosto del 1667. Monologo recitato in italiano e napoletano mostra un Seicento che parla di noi tra scienza e fede, arte e imbarbarimento.