Arriva nelle sale cinematografiche “Kokuho, il maestro di Kobuki”, film che racconta l'antica arte teatrale giapponese. La ricerca maniacale della perfezione nel kabuki, la forma classica di teatro giapponese, riconosciuto come patrimonio culturale immateriale dell'Unesco, dove a esibirsi sono solo gli uomini. E' la storia di Kikuo, che attraversa i decenni, con un talento immenso ma senza il sangue artistico della famiglia nelle vene. Sarà un maestro a notarlo, e ad allevarlo insieme a suo figlio. Yoshizawa Ryō è il film, sostiene il regista Lee Sang-il, di origini coreane, naturalizzato giapponese, che ha sottolineato come fosse essenziale per lui raccontare era il legame profondo tra i due ragazzi: quando salgono sul palcoscenico, le loro anime sembrano fondersi. Una storia di legami familiari, di rigide regole dinastiche, di passione e tradimento, e un'immersione unica nella bellezza senza tempo che solo il Giappone e la sua arte sanno regalare.