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Zaccaria Righi, sammarinese di 17 anni, pubblica "Il diario del cinghiale", sul tema della solitudine e del senso di vuoto

"Fare della scrittura un mestiere sarebbe un grande sogno che si realizza"

18 lug 2025

Una creatura spaventosa appare ogni notte in sogno a Jonathan Hipkins, spingendolo fino alla follia. Nella foresta troverà le risposte alle sue mille domande e incontrerà un animale dal manto nero. Il diario del cinghiale di Zaccaria Righi, studente sammarinese di 17 anni, è un horror introspettivo, ambientato nei primi del Novecento. Al centro le paure più profonde dell'essere umano.

"Il mio libro vorrebbe scavare nelle paure umane come la solitudine e il vuoto - dice il giovane autore - per scoprire le soluzioni a questi problemi grazie al genere horror. A volte se ne può uscire altre volte sfortunatamente no". L'idea nasce tre anni fa durante una lezione di inglese alla Scuola del libro di Urbino, dove a settembre frequenterà l'ultimo anno di Cinema e fotografia. Zaccaria comincia con la scrittura di racconti, ispirato dalle letture di Howard Phillips Lovecraft e Thomas Owen. Ma è soprattutto Stephen King che spinge il giovane autore a iniziare il suo primo romanzo. L'opera affronta i sentimenti di solitudine e senso di vuoto che lo studente ha provato durante la sua infanzia.

"La solitudine è un sentimento che noi ragazzi proviamo spesso. Soprattutto alle scuole medie, quando si tende ad escludere alcuni compagni, come è successo a me", confessa Zaccaria. Tra le sue grandi passioni la fotografia, come testimonia la copertina del libro, una foto scattata dallo stesso autore al Campo sportivo di Fonte dell'Ovo. Ma il suo vero sogno è  quello di scrivere. "Mi piacerebbe tantissimo diventare uno scrittore. Ma il mio vero obiettivo è quello di scrivere sceneggiature. Perciò sto studiando per questo. Fare della scrittura un mestiere per me sarebbe un grande sogno che si realizza".   






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