Il dibattito sulla Riforma dell’Imposta Generale sui Redditi (IGR) continua a dominare l'attualità politica sammarinese, in un "autunno caldo" segnato da due scioperi generali che hanno superato le aspettative di partecipazione. Di questo si è parlato ieri sera nella prima puntata della nuova edizione di Viceversa, il programma di approfondimento politico condotto da Mauro Torresi.
L'acceso confronto ha messo in luce profonde divergenze tra maggioranza da una parte e opposizione e sindacati dall'altra in vista della seconda lettura in Consiglio. Massimo Andrea Ugolini (PDCS), difendendo l'iter, ha ammesso che "un intervento sull'imposta generale sui redditi non è un intervento popolare", ma ha insistito sulla necessità di avere "un testo di legge stato in prima lettura, altrimenti continuiamo a parlare, non c'è mai nulla di concreto". La maggioranza, ha aggiunto Ugolini, ha introdotto emendamenti per l'equità, come l'aumento dell'aliquota sulle persone giuridiche: "è stato introdotto anche un 1% di aumento della della percentuale sulle persone giuridiche dal 17 al 18%. Questo per 5 anni", destinando il gettito a sviluppo e debito.
L'opposizione accusa il Governo di autoritarismo. Emanuele Santi (Rete) ha denunciato: "Nonostante oltre 10.000 persone, nonostante due scioperi, la maggioranza ha continuato a tirare dritto". Santi ha definito la riforma "completamente sbagliata, ingiusta e iniqua", chiedendo che "va ritirata" poiché "va a creare una discriminazione eh veramente odiosa rispetto ai frontalieri". Il nodo più critico rimane la categoria dei frontalieri.
Enzo Merlini (CSDL) ha ribadito che "il salasso per i lavoratori frontalieri è assolutamente confermato", quantificando in "536 euro di tassa in più" l'aumento annuo per un frontaliero con reddito medio. Merlini ha parlato apertamente di "volontà punitiva verso i lavoratori frontalieri". A dare voce alle preoccupazioni è stato Luca Nanni, lavoratore frontaliero, che ha espresso frustrazione per una riforma "che vuole discriminare una categoria di lavoratori" e ha lanciato un avvertimento diretto: "molti connazionali parlando hanno già riferito che si stanno guardando attorno, si stanno guardando in giro" in cerca di opportunità lavorative in Italia.
Iro Belluzzi (Libera), pur ammettendo la necessità di una "sensibilità verso le fasce più deboli", ha respinto l'accusa di penalizzazione etnica: "che si voglia fare una tassa etnica non esiste. È una una memoria passata. Non lo stiamo facendo", assicurando che l'obiettivo è trovare una sintesi. Il confronto prosegue, con la maggioranza che si è detta disponibile a lavorare sulla progressività della quota SMAC per i redditi più bassi, mentre i sindacati mantengono alta la mobilitazione in vista della seconda lettura prevista per fine ottobre.
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