DAL SETTIMANALE FIXING

Anis, Rossini: “Per il 2026 cauto ottimismo. Accordo UE, IVA e investimenti”

Il Presidente Rossini indica i benefici dell'Accordo con l'UE. Sull'IVA, mentre il Segretario Gatti allontana la prospettiva di una introduzione a breve, gli Industriali ribadiscono: riforma madre, in chiave competitività e semplificazione operativa

“Per il 2026 cauto ottimismo, che potrebbe farsi più concreto e spingere verso una nuova fase di crescita, grazie ai cambiamenti annunciati e attesi dall'Associazione con l'UE. Così il Presidente Emanuele Rossini, sul settimanale di ANIS. Nell'Accordo con l'UE vede un passaggio fondamentale per la piena integrazione nel mercato unico, riducendo l'attuale gap con le imprese degli altri Paesi; punto di svolta epocale nell'inserire nel medesimo quadro giuridico non solo il comparto industriale, ma tutti gli ambiti economico, lavorativo, istituzionale, per gli stessi cittadini. Accordo come punto di partenza e stimolo al cambiamento, che andrà governato: “perché ci sia parità – dice ancora – molto bisogna fare sul fronte interno”. Torna così ad invocare l'introduzione dell'IVA: “la madre delle riforme, usata da tutti nel mercato unico, è precondizione per trattare del superamento del T2”.

Fa eco il Segretario Generale, William Vagnini, all'indomani delle dichiarazioni del Segretario Gatti che allontanano la prospettiva di una riforma a stretto giro. “Provvedimento atteso da tempo, se ne parla da oltre 10 anni – dice -, la riforma più urgente e coerente con il percorso di Associazione europea per poter operare a parità condizioni. L'IVA – aggiunge - è fattore di competitività non solo per il manifatturiero, ma per il sistema economico in generale ed è anche elemento di semplificazione operativa”.

Da Rossini, altre criticità: l'approvvigionamento energetico, il ciclo delle acque e dei rifiuti, per cui serve pianificare interventi infrastrutturali per una maggiore autonomia. Parla di tempi maturi per un moderno impianto di smaltimento rifiuti e, accogliendo con favore l'istituzione della tariffa oraria per le imprese, chiede altre misure per ridurre i costi energetici. Altra chiave per l'attrattività: l'eliminazione del divario digitale, nella PA e nei servizi ai cittadini, laddove richiamare nuove imprese dipende da un insieme di variabili, dalla giustizia alla semplificazione burocratica, dalla sanità alla scuola. Nell'auspicare sviluppo sostenibile, indica come imprescindibile una seria spending review “che abbassi i livelli altissimi di spesa corrente – dice – e liberi risorse per gli investimenti, garantendo la crescita.”

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