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Blockchain: tante le domande a San Marino ma il registro non è ancora stato aperto

Mottola, Presidente di San Marino Innovation: "Gli enti blockchain non possono aprire conti correnti nelle banche sammarinesi". Fiducia per una soluzione entro l'anno.

di Luca Salvatori
31 ago 2019
Nel video l'intervista a Sergio Mottola, Presidente di San Marino Innovation
Nel video l'intervista a Sergio Mottola, Presidente di San Marino Innovation

A quasi tre mesi dalla ratifica del decreto delegato “blockchain” nessuna impresa è stata iscritta nel registro sammarinese. Manca un passaggio per l'effettiva operatività, come spiega Sergio Mottola, Presidente di San Marino Innovation.

Anche se per molti rimane un mistero nel futuro avremo sempre più a che fare con “blockchain” e “cryptovalute”. All'inizio del 2020 Facebook lancerà la sua moneta virtuale “Libra”, lo farà anche “Telegram” che intende chiamarla “Gram” ed entrambe si affiancheranno al bitcoin. La tecnologia “blockchain” entrerà, con le sue diverse declinazioni, a far parte, sempre più, della nostra vita quotidiana e San Marino si è affacciata in questo settore con un decreto delegato che istituisce un apposito registro di iscrizione, tenuto da San Marino Innovation: “Le domande – dichiara Sergio Mottola – sono tante. Il registro, per volontà di San Marino Innovation, non è ancora stato ufficialmente aperto, per due ragioni: la prima è che stiamo verificando tutti i presidi, per fare un 'due diligence' appropriata di tutte le domande che riceviamo; la seconda ragione è che ci auguriamo di arrivare nel più breve tempo possibile ad un rapporto concreto con le banche sammarinesi ed offrire anche agli enti blockchain l'opportunità di aprire conti correnti”. Proprio così: al momento manca la possibilità, per un ente blockchain iscritto a San Marino, di aprire un conto corrente sul Titano. Un limite che, per esempio a Malta – in un contesto analogo - ha generato la migrazione altrove degli enti blockchain: “Vorremmo evitare – afferma il Presidente di San Marino Innovation – lo stesso errore”. La questione è delicata e la stessa Banca Centrale, appena due settimane fa, ha diramato un comunicato in cui ha messo in guardia sull'utilizzo delle cryptovalute, perché non soggette a vigilanza e quindi esposte a rischi, primo fra tutti il riciclaggio. A San Marino, ad ogni modo, gli enti blockchain accreditati, potranno emettere solo i cosiddetti token di utilizzo e i token di investimento che, ad oggi, non potrebbero tuttavia essere convertiti in valuta, in Repubblica, fino a quando agli enti blockchain non potranno interfacciarsi con le banche: “Stiamo lavorando assiduamente - conclude Mottola - per completare questo pezzetto di strada che ci manca, entro la fine dell'anno”.