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I cardini della riforma dell'ISS

1 dic 2004
I cardini della riforma dell'ISS
Il direttore generale, il comitato esecutivo, il collegio dei sindaci revisori, il consiglio per la previdenza, la consulta sociale e sanitaria. Sono i nuovi organi dell’Istituto per la sicurezza sociale. La gestione è affidata al direttore generale, nominato da Congresso di Stato per tre anni: A lui tutti i poteri esecutivi, salvo gli atti e le competenze che la legge attribuisce al Comitato Esecutivo, composto dal direttore generale, dal direttore amministrativo e dal direttore sanitario. Il Direttore Generale esercita la funzione di capo del personale, gestisce incarichi, sostituzioni e supplenze. Risponde personalmente per tutto ciò che concerne l’esercizio tecnico e amministrativo dell’Iss ed è lui a proporre, al Congresso di Stato, la nomina del direttore amministrativo e del direttore sanitario. Saranno queste tre figure, raccolte nel Comitato Esecutivo a predisporre i bilanci e a definire il budget dell’istituto che arriveranno in aula consigliare. Sempre a loro il compito di definire il piano degli investimenti e quello del personale per la successiva deliberazione del Congresso di Stato. La legge fissa i requisiti del Comitato Esecutivo e stabilisce per tutti e 3 i direttori l’incompatibilità con il mandato consiliare. Il Collegio Sindacale e’ composto da tre membri nominati dal Consiglio Grande e Generale per 5 anni, indicati dal Congresso di Stato, dalle organizzazioni sindacali e dalle associazioni di categoria. 8 invece i membri del Consiglio per la previdenza, sempre di nomina parlamentare, di cui 2 indicati dal sindacato e 2 dalle organizzazioni economiche. Ancora 8 i membri della Consulta sociale e sanitaria, nominati dal Consiglio, di cui 2 su indicazione della csu e 2 dalle associazioni di categoria. Al Collegio dei sindaci revisori il compito di vigilare sulla regolarità amministrativa e contabile dell’Iss, mentre alla Consulta Sociale e Sanitaria e’ richiesto, dal Congresso di Stato, di esprimere parere obbligatorio sul piano sanitario e socio-sanitario, su quello del personale, sul budget dell’Istituto e sul piano degli investimenti. Il Consiglio per la previdenza è chiamato a formulare parere obbligatorio sul budget e sul piano degli investimenti dell’Istituto.