Il Comitato Banca di San Marino, contrario fin da subito alla cessione, in un comunicato rivendica di aver difeso l’istituto dalle ingerenze esterne e dal rischio di vendita della quota di maggioranza a un investitore bulgaro “privo di standing bancario” e con criticità sul piano internazionale. Secondo il Comitato, il ruolo dell’Agenzia di Informazione Finanziaria, dell’Autorità giudiziaria e di Banca Centrale è stato determinante per bloccare un’operazione “scellerata” e per far emergere possibili episodi di 'mala gestio' interni. Severe critiche all’ex Consiglio di Amministrazione dell’Ente Cassa di Faetano, accusato di aver sostenuto un processo “manifestamente viziato”. Il comunicato ribadisce tuttavia che la solidità della banca non è mai stata in discussione poiché l’istituto produce utili, ha ridotto vecchie pendenze e dispone di alti livelli di liquidità e solvibilità. Il Comitato invita dunque cittadini e azionisti a sostenere la banca e auspica che l’episodio diventi uno stimolo per rafforzarne il ruolo, anche in vista dei futuri accordi europei e internazionali.
Sul caso interviene anche Repubblica Futura, che definisce la vicenda “torbida e inquietante” ricordando gli arresti, l’indagine e la presunta tangente da un milione di euro legata alla pista bulgara. RF sottolinea di aver mantenuto neutralità rispetto alla vendita, pur esprimendo perplessità per l’operazione in un momento delicato per la firma dell’accordo di associazione con l’UE. Il partito invita tutti alla responsabilità, manifesta vicinanza a dipendenti, correntisti e all’intero settore bancario, e chiede accertamenti sulle responsabilità politiche e di vigilanza, ritenute “enormi”, per tutelare la credibilità del sistema finanziario e del Paese.