Disappunto per come il Governo ha presentato la proposta relativa agli aumenti economici, “facendo apparire come sostanzialmente condivisi, contenuti che, al contrario, devono ancora essere esaminati, discussi e approvati dai sindacati. Così le Federazioni Pubblico Impiego e dei Servizi di CSdL CDLS e USL, che in una nota congiunta denunciano come “ancora più grave l’assenza, tra gli eventuali firmatari indicati nella bozza, dei Segretari Generali e dei Segretari delle Federazioni dei Servizi che rappresentano i salariati dell’AASLP. Non una omissione formale – scrivono - ma una mancanza di rispetto istituzionale e sindacale”. Entrando nel dettaglio della proposta, guardano al riconoscimento del 3% per il 2025 come ad una richiesta già avanzata unitariamente dai sindacati, dunque, non una concessione del Governo. Più prudente la valutazione sull'anticipo dell'1,5% per il 2026, potrà essere giudicato solo alla luce della proposta complessiva di rinnovo e del recupero del potere d'acquisto.
“Improprio, proseguono, parlare di una “accelerazione” del Governo, a un anno e 7 mesi dalla scadenza del contratto. I sindacati ricordano di aver sollecitato la prosecuzione della trattativa, chiedendo un calendario degli incontri che ad oggi – rilevano - non è stato fornito. La rapidità non può essere confusa con decisioni unilaterali o con la presentazione pubblica di testi non ancora condivisi” - rimarcano invocando un metodo corretto, un confronto preventivo, il rispetto delle rappresentanze sindacali e dei lavoratori.
“Serve coerenza – concludono – non si può presentare come un’accelerazione quello che è solo l’avvio tardivo di un percorso più volte richiesto dalle Organizzazioni Sindacali”.