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Crisi al centro del dibattito bancario

31 mag 2012
Crisi al centro del dibattito bancario
Crisi al centro del dibattito bancario
Parla il governatore di Bankitalia che avverte: l’innalzamento della pressione fiscale ha raggiunto livelli non compatibili con la crescita. Visco spiega che l'inasprimento non può che essere temporaneo. La sfida – dice - ora si sposta: occorrono tagli che compensino il ridimensionamento del peso fiscale. E’ inoltre critico verso l’Unione Europea. Perché stenta sulla crescita e per i suoi processi decisionali lenti e farraginosi. Serve – avverte - un cambio di passo. Ed è preoccupato anche Monti. Lo spread tornato sopra i 400 punti indica che l'Italia, nonostante le riforme, è ancora minacciata da enormi possibilità di contagio. Il giudizio della Commissione Ue infonde coraggio al premier, ma Al Brussels Economic Forum ha insistito sulla necessità di un'accelerazione dell'Europa: 'La Germania – ha dichiarato - dovrebbe riflettere profondamente, ma anche rapidamente su questo punto.

Sulla crisi interviene anche il presidente della Bce Draghi. Che si pronuncia anche su Bankia, le cui difficoltà fanno tremare la Spagna. E non solo. Gli occhi dei mercati sono puntati anche sull’Irlanda, dove si vota per l’unico referendum in Europa sul fiscal compact, siglato a gennaio da 25 Paesi membri dell’Unione e che mira a rafforzare il rigore dei bilanci, pena sanzioni. I risultati elettorali sono attesi per domani, ma i sondaggi danno la vittoria del sì. Il fronte del no, tuttavia, è sopra il 40%. Il referendum non è comunque vincolante, ma cade in un momento delicato per la stabilità dell’eurozona. Cosa succede, invece, negli Stati Uniti? L’economia americana rallenta. Il Pil del primo trimestre è stato rivisto al ribasso sulla scia di una battuta d'arresto dei consumi e delle scorte aziendali. Il dato, pur essendo in linea con le previsioni, preoccupa perché inferiore al 3 % segnato nel trimestre precedente. Inquietano anche i dati sull’occupazione. Nel mese di maggio, sono stati creati 133.000 nuovi posti di lavoro, deludendo gli analisti che se ne aspettavano 150.000. Male anche le richieste di sussidi di disoccupazione, aumentate di 10.000 unità.