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Crisi Covid, Usot: “Interventi urgenti di liquidità, o resteremo chiusi”

Duro intervento di USOT: “Devastante impatto della pandemia sul settore turistico. Senza intervento pubblico urgente ci troveremo davanti a una scelta drastica – dicono – Aprire o rimanere chiusi in attesa di un domani libero da Covid

30 apr 2020

Hotel, ristoranti, bar e negozi legati alla filiera turistica richiamano l'esigenza primaria: la liquidità. A fronte di spese che devono continuare ad essere sostenute, non viene cancellata la minimum tax e resta la scadenza, da evadere oggi, per la tassa di licenza, “un vero schiaffo – dicono – per operatori chiusi per legge da ormai 2 mesi”. Insoddisfazione per i decreti sinora emessi: “Nessun aiuto concreto alle nostre attività, anzi - osserva Usot – una vasta platea di operatori, solo per aver ripreso magari l'attività di consegna a domicilio – si vedrà esclusa da importanti benefici”.

Denunciano il mancato supporto da parte del sistema bancario, ma sul banco degli imputati stanno la politica e il Governo: “Assoluta assenza di decisioni in campo turistico – osservano – chiamati così a scegliere se continuare a stare sul mercato oppure no”. Invocano riapertura, con regole chiare e applicabili, protocolli di controllo attendibili “che qualifichino San Marino, anche all'estero, come territorio sicuro” e con costi per garantire la sicurezza sanitaria “che non ricadano sulle stesse aziende chiamate ad applicarla”. Tornano sul tema liquidità: “da reperire – per USOT – senza escludere nessun canale o opportunità”, per garantire contributi che siano a “fondo perduto”, attivando trasferimenti e non debiti “che si risolverebbero in una insolvenza generalizzata”.

Dopo due mesi di turismo assente, guardano ad un domani ancor più incerto: “sarà certamente un turismo più povero e più breve. Perché le persone viaggino – per USOT - non basta dar loro il permesso di farlo, servono soldi e ferie”, che molti dipendenti non hanno più.