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Crisi turca, mercati in tensione, Lombardi (Abs) tranquillizza: "Non vedo rischi per San Marino"

13 ago 2018
Crisi turca
Crisi turca
Crolla la lira turca, Trump raddoppia i dazi su acciaio e alluminio e in Italia temono gli effetti di questa nuova crisi. E a San Marino?

Gli investitori temono che Ankara non riuscirà a far fronte ai propri debiti, e la lira turca crolla. L'ultima goccia è stato l'annuncio del presidente statunitense Donald Trump, che dice di aver autorizzato un raddoppio di dazi su acciaio e alluminio della Turchia, proprio perché la loro valuta è in rapido calo nei confronti di un dollaro molto forte. E anche perché i rapporti, tra i due Paesi, non sono buoni. Le borse europee sono in tensione di fronte a questa nuova crisi, Milano è tra le peggiori, mentre lo spread continua a salire.
“Aspettiamoci ripercussioni sull'Italia – è la previsione di Carlo Cottarelli, ex commissario straordinario della spending review, in una intervista a La Stampa – dirette e indirette. Le prime riguardano i creditori italiani della Turchia, ossia le banche, ma sono le indirette a preoccupare di più: crisi come quella turca possono cambiare l'attitudine dei mercati finanziari verso i Paesi considerati a rischio, in base a quello che viene chiamato “effetto contagio”, e l'Italia – puntualizza Cottarelli – è considerato un Paese a rischio, ha lo spread più elevato nell'area euro, dopo quello greco”.
Sugli effetti negativi per l'Italia anche Domenico Lombardi concorda, “ha relazioni commerciali buone con la Turchia – dice il presidente di Abs – dunque le aziende esportatrici ne risentiranno, inoltre i risparmiatori tendono a spostarsi verso Paesi con maggiori garanzie. A questo stadio – puntualizza però – non vedo rischi per San Marino, è vero che essendo integrati con l'Italia potremmo risentirne in caso di crisi conclamata, ma è uno scenario oggi puramente teorico, in questo momento non vi sono elementi oggettivi che facciano ritenere probabile alcun impatto, certo la situazione va monitorata e rivalutata alla luce di nuovi dati”.
Interviene anche il direttore del centro relazioni internazionali dell'Università di San Marino Michele Chiaruzzi, per concordare con le parole di Carlo Cottarelli: "L'economia sammarinese - aggiunge - è integrata totalmente con quella italiana, ergo l'impatto è identico, salvo che l'Italia è protetta dall'UE e San Marino no. Peraltro - conclude - la Turchia ha raggiunto un livello notevole di discredito internazionale a tutti i livelli, da quelli politici a quelli economici. Ciò che doveva fare non l'ha voluto fare e oggi ne paga le conseguenze, fuori tempo massimo".

Francesca Biliotti