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CSDL 'detta' le priorità alla politica

11 feb 2006
CSDL 'detta' le priorità alla politica
Inzia dalle riforme istituzionali la piattaforma che la Csdl ha inviato ai partiti, in vista delle elezioni. L’obiettivo è un reale stato di diritto e quindi il corretto rapporto tra organi dello stato, l’equilibrio, la separazione, l’autonomia dei poteri e della Pubblica amministrazione. 'Il personale pubblico – sostiene il sindacato – non deve essere gestito con delibere del congresso di stato, ma con regole scritte'. Sul fronte internazionale, sollecitata una maggiore integrazione con l’Unione Europea con un percorso che riconosca l’identità storica-culturale di San Marino. Si chiede anche un rilancio, nei rapporti con i singoli stati, e nella promozione della pace, della cooperazione e della tutela dell’ambiente. Tornando alle questioni piu’ interne, la Csdl intende instaurare con il futuro Governo un reale e strutturale sistema di relazioni sociali. In materia di economia, la Confederazione del Lavoro auspica un progetto di alto profilo per rivitalizzare lo sviluppo e l’occupazione. Devono dunque essere incentivate le attività che offrono posti di lavoro sicuri e qualificati con benefici per l’intero paese. Piu’ attenzione al lavoro femminile e alla fruizione del part-time e superamento dei contenuti critici della recente normativa sul lavoro, che non hanno risolto il problema della precarieta’. La Csdl chiede anche di superare gli ostacoli che impediscono alla legge per la sicurezza di essere attuata in tutti i posti di lavoro. Poi, la tutela delle fasce deboli, con interventi di equità fiscale, contenimento dei prezzi, politiche della casa con il ripristino dell’equo canone per gli affitti, rafforzamento dello stato sociale sulla base dei reali bisogni della popolazione. Sempre in tema di welfare, chiesto il potenziamento degli asili nido, delle mense, della casa di riposo. Ma anche maggiori strumenti di tutela e sostegno per le famiglie a basso reddito, la maternità, l’integrazione delle persone diversamente abili. La riforma previdenziale recentemente approvata per la Csdl, non è soddisfacente e occorre puntare all’autosufficenza per il cosiddetto primo pilastro, mentre non è accettabile una previdenza complementare obligatoria, privata. La gestione, per la Csdl, deve essere pubblica.