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Csu: "I dipendenti pubblici sono ancora un bersaglio"

21 nov 2019
Csu: "I dipendenti pubblici sono ancora un bersaglio"
Csu: "I dipendenti pubblici sono ancora un bersaglio"

Riuniti i Direttivi Pubblico Impiego della CSU. In testa, un giudizio sull'esito del tavolo istituzionale, dando merito ai vertici sindacali per il contributo fattivo, con richieste tese alla tutela di tutte le fasce sociali, alla salvaguardia dei fondi pensione, all'equità.

Ma alle prime battute di questa campagna elettorale la preoccupazione è rivolta ai toni definiti “inesatti e fuorvianti” utilizzati parlando del Pubblico Impiego e dei dipendenti pubblici, sui social e a mezzo stampa. “Ancora una volta assistiamo alla tattica di mettere gli uni contro gli altri e di creare divisioni, a dimostrazione della pochezza di argomenti e soluzioni per il Paese”.

E sono loro a dare indirizzi: chiedono una gestione politica competente e una legislazione coerente rispetto – dicono - “alla giungla di oggi dove leggi e decreti si sovrappongono o confliggono”, appesantendo le procedure. Guardano al processo di digitalizzazione in atto: “che non vuol dire – obiettano – dare un computer a tutti, ma utilizzare programmi che funzionano e piattaforme che dialogano fra loro”.

Dal direttivo anche l'appoggio alle istanze del comitato Pro-Poste perché le Poste siano Ufficio Pubblico e non Spa, ricordando come le Federazioni abbiano da sempre “contrastato la volontà di tutta la politica di smantellare” la struttura della PA con la nascita di “entità antieconomiche – scrive la CSU – che non devono rispondere alla regole della PA, utilizzando discrezionalità e poca trasparenza”.