Francia fanalino di coda d’Europa per i suoi conti pubblici, mentre l’Italia continua a crescere con export record e disoccupazione in discesa. L'analisi del giornalista economico de “Il Giornale”, Gian Maria De Francesco sulla crisi francese. "La Francia - afferma - ha un deficit che nel 2024 si è attestato al 5,6 per cento del PIL, ha un rapporto debito-PIL che veleggia verso il 115 per cento e quindi è totalmente fuori da quelli che sono i parametri accettati in seno all'Unione Europea. All'Italia nel 2011 non fu perdonato nulla, soprattutto questo fatto del debito e oggi alla Francia, allo stesso modo, non viene perdonato niente. Va detto che la Francia non ha fatto i sacrifici che ha fatto l'Italia perché la riforma delle pensioni non l'ha fatta".
"Senza entrare nel merito politico entriamo nel merito economico. La Francia - aggiunge De Francesco - dovrebbe in qualche misura fare quelli che vengono detti "i compiti a casa". Il problema dei compiti a casa, visto che l'Italia in qualche modo li ha già fatti, è che: possiamo come europei, tutti quanti, rinunciare alla seconda nazione per prodotto interno lordo, la terza manifattura d'Europa? Perché dopo Germania e Italia c'è la Francia. Possiamo rinunciare alla Francia? L'Italia, dal mio punto di vista ma anche di altri osservatori, farebbe bene ad essere indulgente con la Francia e a non covare sentimenti di vendetta per quanto accaduto nel 2011 quando la Francia avrebbe potuto aiutare l'Italia a non essere così "sottomessa". Se questo accadesse alla Francia che ha imprese grandi, non ha un tessuto diffuso come l'Italia, se questa ricetta draconiana fosse imposta alla Francia, la Francia collassa e non conviene neanche all'Italia. Si tratta di essere pragmatici".
Nel video l'analisi di Gian Maria De Francesco, giornalista economico Il Giornale.