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Dichiarazioni dei redditi frontalieri: dalla Csdl le stime sulle imposte da pagare

Al centro del ragionamento gli effetti delle deduzioni Smac per i residenti in Italia. Pubblicate le simulazioni

12 giu 2026

Deduzioni fiscali per spese Smac, franchigia, rimborsi: per i non addetti ai lavori la denuncia dei redditi diventa un'incognita, specie per i frontalieri con la doppia imposizione. Dalla Csdl una serie di simulazioni per i lavoratori residenti in Italia per l'anno 2025, in seguito alle riforme fiscali oltreconfine.

Il sindacato pubblica nuove tabelle con le quali si può stimare a quanto potrebbe ammontare l'imposta, in base al proprio reddito, alle ritenute IGR, al conguaglio IRPEF e ai rimborsi. Per comprenderle bisogna prima chiarire il significato di due voci: il “trattamento integrativo” e la “somma che non concorre al reddito”, ovvero due forme di rimborso erogato ai contribuenti. Al di là delle cifre specifiche, dalle simulazioni emerge che, per i redditi fino a quasi 35mila euro lordi più TFR, non si pagano i saldi IRPEF. Quindi, ogni maggiore imposta pagata a San Marino, spiega la Csdl, non è recuperabile o, comunque, lo è solo in parte. Viene così confermato, si legge nella nota, quanto previsto dai rappresentanti dei lavoratori durante le durissime proteste per la riforma IGR.

Le minori imposte IGR dovute alle deduzioni per le spese Smac non comportano un equivalente maggior saldo IRPEF, perché, scrive il sindacato, il credito d'imposta che si può vantare in Italia è parziale e variabile in base al reddito. Tra l'altro, la Cassazione dovrà pronunciarsi proprio in merito a un ricorso sul tema e si stabilirà se sarà confermato il riconoscimento integrale del credito d'imposta.





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