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Diritto di sciopero: nuove tutele a livello internazionale. Csdl: "Risultato epocale"

Le leggi che limitano il diritto di sciopero potranno essere impugnate davanti ai tribunali nazionali e internazionali

di Mauro Torresi
8 giu 2026

Viene definita una vittoria storica, dalle organizzazioni sindacali, il recente parere della Corte Internazionale di Giustizia – organismo Onu – sulla tutela del diritto di sciopero. A celebrare il risultato sono i movimenti dei rappresentanti dei lavoratori riuniti alla Conferenza dell'Organizzazione internazionale del lavoro a Ginevra. Per la Csdl era presente la segretaria confederale Simona Zonzini.

Il pronunciamento era stato sollecitato, nel 2023, dallo stesso Consiglio di Amministrazione dell'Oil, su proposta di un gruppo di lavoratori sostenuta da 36 governi. La questione è stata quindi sottoposta alla Corte la quale ha riconosciuto che il diritto allo sciopero è legato alla libertà sindacale sancita dalla Convenzione 87 del '48 riguardante la protezione dei diritti sindacali. Se si limita lo sciopero, la libertà di associazione dei lavoratori verrebbe privata del suo strumento di pressione fondamentale. Le leggi nazionali per impedirlo o limitarlo potranno, quindi, essere impugnate davanti ai tribunali nazionali e internazionali.

Uno dei protagonisti della Conferenza, un sindacalista del Ghana, ha mostrato una targa dedicata all'avvocato che ha portato avanti questa causa “di valore epocale”, scrive la Csdl. Un parere che, afferma il sindacato, “segna un passo avanti nella tutela del diritto di sciopero, in un'epoca in cui, anche nei Paesi più evoluti, tale diritto è spesso messo sotto attacco dal potere economico-finanziario”.

Secondo dati della Confederazione europea dei sindacati, le violazioni dei diritti dei lavoratori hanno raggiunto il punto più basso dall'avvio della prima Commissione von der Leyen: il 73 per cento dei Paesi ha violato il diritto di sciopero, rispetto al 68 per cento del 2019. E il 56 per cento non ha rispettato la contrattazione collettiva, contro il 50 per cento del 2019.





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