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Dopo mesi di tensione, tra associazione dell’industria e governo torna il dialogo

3 giu 2011
Il sindaco Andrea Gnassi
Il sindaco Andrea Gnassi
Da dicembre ad oggi l’Anis aveva inviato ben 11 lettere al governo, con idee e proposte concrete, che si aggiungono alle sette istanze d’arengo presentate. Risposte, poche. La tensione era dunque palpabile, eppure oggi qualcosa si è mosso. “Il governo ci ha risposto punto per punto, e non era così scontato”, dicono. Piaciuti soprattutto i progressi in casa Ocse, dopo gli incontri di Parigi coi vertici, e i riconoscimenti che fanno ben sperare in vista della revisione fondamentale di settembre. “Chiediamo all’Ocse che mandi i suoi uomini – dice Carlo Giorgi – affinché ci aiutino ad allinearci agli standard internazionali”. Questo vuol dire scambio di informazioni, e il governo si è impegnato a presentare una proposta di legge entro l’autunno, senza contare che nel 2012 l’Italia dovrebbe varare una nuova white list: “Se siamo fuori anche da quella – avverte l’Anis – saranno davvero dolori”. E ancora, gli industriali chiedono l’introduzione del regime Iva, “perché la monofase ormai ci complica la vita”, dicono, vogliono accordi di flessibilità prima di metter mano ai contratti, “a San Marino lavoriamo 80-90 ore in meno rispetto all’Italia”, fanno notare, esigono un pacchetto competitività e azioni decise a contrasto della criminalità organizzata. Qualche risposta sta arrivando, un po’ d’ottimismo è tornato.
Nel video l'intervista a Paolo Rondelli, presidente Anis.

Francesca Biliotti