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Gli effetti dello scudo fiscale non hanno trovato impreparato il nostro sistema bancario

16 lug 2009
EuroGli effetti dello scudo fiscale non hanno trovato impreparato il nostro sistema bancario
Gli effetti dello scudo fiscale non hanno trovato impreparato il nostro sistema bancario
Questa volta, a differenza delle precedenti, Banca Centrale ha chiesto ai 12 istituti sammarinesi di fare degli stress test sulla ricaduta per la nostra raccolta diretta. “Ci stiamo attrezzando anche nel peggiore dei casi”, ci dice un esponente del mondo bancario. Che significa vedere trasferito l’intero capitale del 75% dei clienti esteri. A dire la verità le proiezioni in territorio sugli effetti dello scudo ter sono meno pessimistiche. Si ipotizza il 25,30% della raccolta diretta del sistema, che si aggira intorno ai 9 miliardi e mezzo di euro, cioè tra i due e tre miliardi; sia in base alla storia degli scudi passati che dalle proiezioni statistiche sulla clientela.
Nessun timore invece sulla raccolta indiretta. Di certo c’è ora più attenzione a un problema di liquidità ignorato in tempi di vacche grasse. E in questo va riconosciuto il ruolo di Banca Centrale, non ancora nata nelle manovre del 2001 e 2003. Gli addetti ai lavori non nascondono un minimo di apprensione, sicuramente meno chi ha nel proprio portafoglio una maggioranza di clientela sammarinese. E mentre le associazioni bancarie aspettano di conoscere in dettaglio il nuovo scudo prima di formulare un commento, molto si giocherà su quali saranno le condizioni per il rimpatrio, su come saranno considerati l’evasione fiscale da una parte e l’omessa dichiarazione dall’altra. Intanto per i capitali detenuti in paesi extra Ue come San Marino il rientro è obbligatorio. E questo diktat potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio per il successo dell’operazione.

Giovanna Bartolucci