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Emergenza economica: la CSdL rilancia l'idea di una “patrimoniale” per contribuire a finanziare la ripartenza

Riunito, in teleconferenza, il Direttivo Confederale della CSdL, che chiede all'Esecutivo l'immissione di ingenti risorse pubbliche per permettere al Paese di risollevarsi dall'emergenza COVID. Massima attenzione all'equità

18 mag 2020

Aprendo il Direttivo il Segretario Tamagnini ha espresso cordoglio e solidarietà alle famiglie delle 41 vittime sammarinesi del virus; e ringraziato – per l'abnegazione mostrata – operatori medici e sanitari, Protezione Civile, Forze dell'Ordine, e i lavoratori che hanno permesso l'erogazione dei servizi essenziali. Un plauso anche a tutta la popolazione, per il senso di responsabilità mostrato durante la lunga quarantena. L'emergenza sanitaria, ora, si sta “lentamente allentando”; ma al contempo – hanno osservato i vertici della Confederazione Sammarinese del Lavoro – sale l'allarme per quella sociale, e la “inevitabile flessione dell'economia”. Da qui un giudizio severo su quanto fatto fino ad ora – sul punto - dal Governo. Le uniche misure adottate – è stato detto – sono stati tagli alle retribuzioni, agli ammortizzatori sociali; oltre ai prelievi sulle pensioni e la riduzione dei costi della PA. Tutto ciò – è stato sottolineato – mentre altrove si stanziavano “importanti risorse pubbliche” a sostegno di imprese, lavoratori e famiglie. Ed è questa la richiesta che la CSdL fa all'Esecutivo; invitandolo a reperire i fondi non solo con prestiti esterni - per i quali peraltro, si rimarca, "da settimane" si attendono notizie -, ma anche tramite il varo di una patrimoniale, “che vada a tassare, mettendoli insieme, i patrimoni immobiliari e finanziari, ad eccezione di quelli investiti nelle imprese”. Provvedimento, si suggerisce, che potrebbe essere adottato già entro giugno, con il bilancio di assestamento. Il sindacato, insomma, rilancia con forza il tema dell'equità fiscale. Altra misura auspicata è il rientro dei capitali detenuti all'estero, con relative sanzioni per quelli non dichiarati. E poi la proposta di raccogliere una piccola quota dei depositi bancari in territorio. Un 1%, è stato detto a titolo esemplificativo, permetterebbe di reperire 50 milioni da immettere nel sistema economico, sanitario, e a sostegno delle famiglie. Giudicato “inadeguato”, invece, il contributo di 580 euro ai cittadini in difficoltà, perché – sostiene CSdL - “destinato ad un numero ridottissimo di persone”. Il Direttivo ha stigmatizzato inoltre la scelta del Governo di non accogliere “la richiesta del blocco dei licenziamenti”.