Il nuovo Cda dell’Ente Cassa di Faetano ha presentato un esposto alla magistratura come parte lesa e annuncia di costituirsi parte civile. Un atto legato agli sviluppi dell’indagine che ha visto l’esecuzione di mandati di custodia cautelare con l’accusa di amministrazione infedele, corruzione privata e riciclaggio.
Rimarcando la propria totale estraneità ai fatti, la Fondazione evidenza così la sua condizione di soggetto offeso e danneggiato e chiede, - riporta il comunicato - "non solo che sia fatta piena luce sui fatti per cui si procede, ma la punizione dei colpevoli per i reati che saranno accertati".
Biasimo di ECF anche "per la serie esagerata di voci, suggestioni, congetture, strumentalizzazioni e prese di posizione che si susseguono indiscriminatamente e inopinatamente, manifestate - scrive - troppo spesso nella totale assenza di fondamento e del tutto lontane dalla verità dei fatti". "Non è così che si protegge il sistema - avverte l'Ente - Banca di San Marino è solida e non ha nulla a che vedere con la vicenda oggetto di provvedimenti giudiziari".
"Chi ha sbagliato deve pagare, - precisa infine il nuovo Cda - senza sconti di alcun genere, ma non si può, per fini bassi e volgari gettare fango indiscriminatamente".