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Fmi: debito pubblico all'86% del Pil e percentuale NPL fra le più alte al mondo

In parallelo, il Fondo parla di interazioni "eccellenti" con Governo, Bcsm e parti sociali e si dice fiducioso sul futuro se ci sarà determinazione

31 gen 2020

Tre sono gli interventi più importanti per il Fondo: ristrutturazione del sistema bancario, politiche di bilancio e riforme strutturali. Macro-temi su cui l'organizzazione si sofferma già da tempo. Ma tra le novità rese note in conferenza stampa spiccano le stime aggiornate su debito e Npl. Il primo, infatti, per l'Fmi, arriva all'86% del Pil. Un livello “molto alto”, commenta il capodelegazione Nir Klein. Si arriva a tali percentuali se si includono elementi come Carisp, crediti d'imposta e la recente risoluzione del Cis. Quello ufficiale ammonta invece al 32% del Pil. L'entità degli Npl sul totale di crediti e prestiti viaggia tra il 55% e il 58%: un livello tra i più alti, dice l'Fmi, a livello globale.

Dal Fondo arrivano una serie di esortazioni, più o meno dirette, a intervenire su più fronti. Per le banche, suggerisce, tra le altre cose, una ricapitalizzazione e una riduzione dei costi operativi visto, ad esempio, l'alto numero di filiali rapportate alle persone. Necessarie, poi, politiche “ambiziose” per diminuire il debito, agendo sia sulle entrate che sulle uscite. L'Fmi invita, soprattutto, a fare una riforma delle pensioni e ad introdurre l'Iva e guarda con favore all'accordo di associazione.

In assenza di una strategia per banche e rischi fiscali, la crescita del Pil reale, secondo le previsioni, potrebbe scendere dall'1,7% del 2018 allo 0,5% nel medio termine. In merito alla risoluzione di Banca Cis, commenta Klein, "la recente legge è migliore rispetto al passato regime. Date le circostanze bisognava trovare una soluzione". Ma tra gli aspetti negativi, prosegue, c'è "l'ulteriore accumulo di passività" in bilancio. Allo stesso tempo, l'Fmi parla di interazioni “eccellenti” con Governo, Banca Centrale e parti sociali, offrirà l'assistenza tecnica necessaria, invitando ad “agire celermente”, e si dice fiducioso sul futuro se ci sarà determinazione. Il segretario di Stato alle Finanze definisce come positiva una visita che coincide con l'inizio della legislatura e sottolinea la volontà di riforme nel segno della condivisione nel Paese. Gli fa eco il titolare degli Esteri che coglie gli spunti per "definire una strategia" e riconosce l'importanza dell'accordo con l'Europa.

Nel servizio, le interviste al capodelegazione del Fondo, Nir Klein, e al segretario di Stato alle Finanze, Marco Gatti