Si intensifica il fronte delle critiche alle recenti direttive governative, in particolare in relazione al percorso che ha portato all'elaborazione della riforma IGR. La Commissione Nazionale delle Libere Professioni (CNLP) prende una posizione netta, esprimendo "piena condivisione" rispetto alle preoccupazioni dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e manifestando il proprio rammarico non solo per le decisioni prese, ma soprattutto per la mancanza di un confronto istituzionale. La Commissione ha voluto chiarire la propria delusione per la "mancata disponibilità a un confronto aperto, tecnico e costruttivo con gli Ordini professionali, i lavoratori autonomi e i liberi professionisti".
Nonostante gli incontri avuti durante la fase di elaborazione della riforma, la CNLP sottolinea l'importanza che "il dialogo istituzionale avvenga in un clima di reciproco rispetto e reale attenzione verso le peculiarità delle libere professioni". Secondo la Commissione, nei confronti con delle libere professioni, "sembrano emergere ingiustificati pregiudizi". Un approccio che, a giudizio del CNLP, non tiene conto del valore intrinseco che esse rappresentano per il Paese: "Queste categorie rappresentano un patrimonio di competenze ed esperienze che, se adeguatamente valorizzato, può contribuire in modo determinante alla crescita economica del paese".
La CNLP ritiene quindi che il risanamento dei conti pubblici non debba "basarsi esclusivamente sull’aumento della pressione fiscale". La via alternativa proposta è quella di agire attraverso "una gestione più efficiente della spesa pubblica". Questo non deve tradursi semplicemente nel "tagliare", ma richiede di "ottimizzando le risorse, riducendo gli sprechi, migliorando la produttività e promuovendo l’uso intelligente delle tecnologie".
La Commissione sostiene inoltre che, nei bilanci di grandi dimensioni come quelli statali e degli enti pubblici, è "statisticamente probabile individuare margini di razionalizzazione e di miglioramento qualitativo della spesa". Adottare tale approccio, conclude la Commissione, rappresenterebbe "un segnale di responsabilità e di coerenza con i principi di collaborazione con il tessuto economico sociale". La Commissione Nazionale delle Libere Professioni auspica, infine, che "il dialogo tra istituzioni e professioni venga ristabilito quanto prima su basi di reciproco ascolto e collaborazione, nell’interesse collettivo".