A giugno 2026 l’inflazione rallenta sia a San Marino sia in Italia, ma con intensità differenti. Sul Titano, l'Ufficio Nazionale di Statistica ha rilevato che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra un aumento dell’1,11% su base annua. Nello stesso mese, in Italia, l’indice FOI segna invece un incremento tendenziale del 2,9%. Un confronto temporalmente omogeneo che evidenzia, almeno a giugno, una dinamica dei prezzi più contenuta nella Repubblica.
Il dato sammarinese conferma il progressivo rallentamento osservato nel corso del secondo trimestre. Dopo il +2,30% raggiunto a marzo, la crescita tendenziale dei prezzi è scesa al +2,01% in aprile, al +1,73% in maggio e infine all’1,11% in giugno. In Italia la frenata è stata più contenuta. Secondo l’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) ha registrato a giugno una variazione nulla rispetto a maggio e una crescita del 3% su base annua, in rallentamento dal +3,2% del mese precedente. L’indice FOI, quello maggiormente assimilabile al parametro utilizzato nella rilevazione sammarinese, ha segnato invece un +2,9% rispetto a giugno 2025. Un dato inferiore di circa 1,8 punti percentuali rispetto a quella italiana.
Sul Titano, a contribuire alla frenata sono stati soprattutto i trasporti, che registrano una variazione tendenziale negativa dello 0,24%, dopo il +3,01% di maggio e il +5,20% di aprile. Il rallentamento riflette in particolare la diminuzione dei prezzi dei carburanti rilevata sul territorio sammarinese, con cali diffusi per benzina, gasolio e Gpl.
In Italia, nello stesso mese, il rallentamento dell’inflazione è stato invece favorito principalmente dall’attenuazione delle tensioni sui prezzi degli alimentari non lavorati, passati dal +5,5% al +4,5%, e dalla minore crescita dei servizi legati ai trasporti e delle attività ricreative, culturali e per la cura della persona. In direzione opposta si è registrata una moderata accelerazione dei beni energetici.
Un altro elemento di differenza riguarda proprio le componenti alimentari. A San Marino i Prodotti alimentari e le bevande analcoliche aumentano dell’1,51% rispetto a giugno 2025, in rallentamento dal +1,68% di maggio. Tra le singole voci, gli ortaggi registrano un +9,11%, le carni un +2,53% e la frutta un +1,87%, mentre risultano in diminuzione oli e grassi (-6,68%) e cereali (-1,04%). In Italia, il cosiddetto “carrello della spesa”, che comprende alimentari, beni per la cura della casa e della persona, rallenta invece al +1,3% su base annua dal +1,9% di maggio. L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, si attesta all’1,6%.
Sul Titano è particolarmente evidente anche il ridimensionamento della dinamica del caffè. Dopo il +18,2% registrato a gennaio, l’incremento su base annua scende all’1% in giugno. Prosegue inoltre la fase di diminuzione dei prezzi di oli e grassi, -6,68%, che arriva però dopo anni di rincari molto consistenti: nel 2025 il livello medio dei prezzi della categoria risultava ancora circa il 77% superiore a quello del 2021. Non tutte le componenti dell’indice sammarinese, tuttavia, mostrano una frenata. La divisione Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili cresce del 3,24% su base annua, mentre i servizi di ristorazione e alloggio aumentano del 2,90%. Bevande alcoliche e tabacchi segnano +1,71% e la Sanità +1,31%. In diminuzione dello 0,87% la divisione Informazione e comunicazione.
Diverso è invece il significato del dato rilevato a Rimini in agosto. Secondo i dati Istat richiamati da Federconsumatori, l’inflazione tendenziale nella città romagnola ha raggiunto il 3,9%, con una crescita dell’1,3% rispetto al mese precedente. A spingere i prezzi sono stati soprattutto i costi di abitazione, acqua, elettricità e gas, complessivamente in aumento dell’8,2%. Nel dettaglio, l’elettricità registra un +14,7% e il gas un +12,2%. Forti aumenti anche per i trasporti (+6,3%), i servizi di alloggio (+6,2%) e ristorazione e bar (+5,2%).
Secondo l’Osservatorio Federconsumatori, un’inflazione su questi livelli comporterebbe un aggravio stimato in circa 1.287 euro annui per famiglia. L’Unione Nazionale Consumatori, sulla base dei dati Istat, stima per Rimini una maggiore spesa annua di 1.128 euro per una famiglia media, collocando la città al primo posto in Italia per incremento del costo della vita in termini monetari.
Per questo Federcosumatori Rimini chiede: un taglio delle accise "di almeno 20 centesimi sulla benzina e di almeno 25 sul diesel per un periodo adeguato di tempo e non in modo spot", una "rimodulazione, anche temporanea, delle aliquote IVA su un paniere di beni essenziali"; un bonus energia "più consistente, ed esteso a una platea di famiglie più ampia"; la creazione di un Fondo di contrasto alla povertà energetica ed alimentare "per aiutare e sostenere i nuclei più vulnerabili; più controlli e sanzioni "contro le speculazioni lungo le filiere"; una riforma fiscale equa e una "reale tassazione sugli extraprofitti delle aziende energetiche".
Cos'è l'indice FOI
In termini semplici, il FOI è uno degli indicatori statistici con cui si misura quanto aumenta – o diminuisce – il costo della vita. Tiene sotto osservazione i prezzi di un paniere di beni e servizi acquistati dalle famiglie che fanno capo a lavoratori dipendenti, operai e impiegati. Per questo viene spesso usato per leggere l’andamento dell’inflazione e per aggiornare automaticamente importi come affitti, assegni di mantenimento e altre somme indicizzate. Il FOI può essere calcolato anche al netto dei tabacchi e può muoversi in modo leggermente diverso rispetto all’indice generale dei prezzi al consumo.