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Iva: al via a breve la fase di confronto tecnico

6 apr 2018
Incontro Segreteria Finanze con opposizioneIva: al via a breve la fase di confronto tecnico
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Mattinata di incontri, convocati dalla Segreteria Finanze, con al centro l'introduzione del sistema Iva a San Marino. Si entra nel vivo con l'annuncio dell'imminente apertura di un tavolo tecnico con cadenza periodica piuttosto serrata, (incontri ogni venerdì fino alla metà di maggio) per entrare nel dettaglio dei vari aspetti della nuova norma. Ne farà parte un referente per ogni rappresentanza economica, politica e sociale coinvolta nella trattativa.
Le prime a salire a Palazzo Begni sono state le associazioni di categoria, seguite dai sindacati e infine, a chiudere la serie, le forze di opposizione. A tutti è stata sottoposta la road map che porterà entro giugno alla stesura del testo di riforma delle imposte indirette. Percorso molto tecnico, oltre che lungo e complesso, a cui - si è detto - il Segretario Celli non parteciperà ma che sarà guidato dal segretario particolare delle Finanze, Marilisa Mazza insieme a Giampaolo Giuliani, esperto di Iva, consulente aggiuntivo alla squadra di tre specialisti della Scuola Europea di Alti Studi Tributari incaricati di definire la riforma.
Affrontata questa mattina, tra i vari temi, la questione dell'aliquota: si è discusso di come poterla calibrare sulla realtà sammarinese tenendo conto del percorso verso l'accordo di associazione con l'Ue intrapreso da San Marino e non ancora completato. Al vaglio la possibilità di stabilire una aliquota di partenza più bassa per rendere meno 'traumatico' il passaggio dalla monofase all'Iva. Ci sarà da gestire un periodo transitorio ma Celli ha confermato che non verrà introdotto un doppio binario; sarà quindi un passaggio netto da subito, un sistema Iva a tutti gli effetti. Passaggio cui Anis guarda da sempre con favore: “Lo Stato – osserva William Vagnini - ha bisogno di avere nuove entrate e l'Iva può garantire il gettito necessario, ma parallelamente – osserva - le imprese devono poter essere agevolate e non ostacolate”. Aperta ma cauta verso questa 'rivoluzione', Osla conviene che alle linee programmatiche del provvedimento si debba accompagnare uno studio di fattibilità. L'organizzazione condivide intanto con Usot la creazione di un gruppo di lavoro per valutare - tra operatori – tematiche, casistiche e riflessi sulle imprese e sulla loro competitività. “Stiamo valutando in questo momento le simulazioni con le aliquote – aggiunge Andreina Bartolini, Usc - ci hanno mostrato qualche proiezione adesso ci riserviamo di consultarci all'interno delle associazioni per vedere l'impatto che il sistema avrà sulle singole categorie merceologiche. Ma è bene ricordare – afferma – che noi commercianti al dettaglio dobbiamo fare i conti con i costi da sostenere ma anche con i potenziali effetti dell'Iva sulla capacità di spesa dell'utenza finale”. Un punto, quest'ultimo, che preme particolarmente ai sindacati. “Nessun pregiudizio sulla norma – sostiene Giuliano Tamagnini, CSdL – che anzi ci metterebbe al passo con gli altri Paesi, ma raccomandiamo che il passaggio tra i due dazi, monofase – Iva, non si traduca in un aumento dei prezzi al consumo”. “Che pesi sulle tasche dei cittadini - gli fa eco Gian Luca Montanari, CDLS – è la nostra maggiore preoccupazione. Abbiamo posizioni opposte rispetto ad alcune categorie, ma inizia un periodo intenso di concertazione a cui non ci sottrarremo”.
Il ricarico dei prezzi preoccupa allo stesso modo Francesca Busignani, Ucs: “Rimaniamo perplessi sull’introduzione dell’IGC sui servizi, a cui finora veniva applicata l'imposta complementare di solo il 3%. Quale sarà dunque la ricaduta sul prezzo finale di servizi o prodotti? Abbiamo chiesto - aggiunge - che venga istituita una commissione con le associazioni consumatori per monitorare i prezzi da vicino". Chiudono la serie di incontri odierni le forze politiche di opposizione, tutte d'accordo nel sottolineare l'importanza di essere certi "che questo passaggio dalla monofase all'Iva non metta fuori concorrenzialità le imprese, in particolare commerciali, quelle cioè che più di tutte le altre subiranno il cambiamento. Tuttavia – è opinione unanime – risulta difficile ora avere ben chiaro quale sarà il vero effetto sull'economia".

sp