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Lieve aumento dei lavoratori in mobilità. Lonfernini: "Nei prossimi sei mesi, lavorare a nuove norme per favorire la ripresa"

Aziende in difficoltà soprattutto per la crisi di mercato

7 feb 2020
Il Segretario Teodoro Lonfernini: "Nei prossimi sei mesi, lavorare a nuove norme per favorire la ripresa"
Il Segretario Teodoro Lonfernini: "Nei prossimi sei mesi, lavorare a nuove norme per favorire la ripresa"

L'effetto crisi continua ad incidere sul sistema economico sammarinese. L'indicatore in questo caso è quello della mobilità, trattato nella relazione della Segreteria di Stato per il Lavoro riguardante le richieste avanzate da aziende operanti in Repubblica nel quarto trimestre 2019. Lo scorso anno si è chiuso con 72 accordi di mobilità siglati, corrispondenti ad altrettante domande di riduzione di personale provenienti dagli operatori economici.

Coinvolti in totale 137 dipendenti, 13 in più rispetto allo stesso periodo del 2018 (124). Di questi, 72 sono sammarinesi e residenti; 42 frontalieri stabilizzati o soggiornanti; 23 i soggetti che usufruiranno della disoccupazione. Dei 137 lavoratori in mobilità, 14 sono stati subito riassunti da altre aziende, mentre 6 hanno optato per il pensionamento anticipato.

Complessivamente, i soggetti residenti interessati dalle riduzioni di personale sono passati dai 258 del 2018 ai 245 del 2019.

Il raffronto dei dati su base annuale registra un aumento di poche decine di dipendenti (32): 409 il totale dello scorso anno, 377 nel 2018, cifre al netto delle persone riassunte in nuove attività. In generale, la diretta conseguenza della necessità per molte aziende, alle prese con problematiche inerenti la crisi, di provvedere “a riorganizzazioni interne che hanno comportato una ridistribuzione dei carichi di lavoro e quindi - si legge nella relazione - degli esuberi di personale dovuti anche alla necessità di tenere sotto controllo i costi aziendali”. Oltre alla crisi di mercato, tra le principali cause che hanno indotto le aziende a ricorrere alla riduzione di personale figurano le cessazioni di attività (52) e le sospensioni delle licenze (15).

Per i tecnici un incremento del ricorso annuale alla mobilità in questi termini è da considerarsi 'fisiologico'. Stime, dunque, vicine alla stabilità che se da un lato non preoccupano il Segretario di Stato per il Lavoro, dall'altro neppure lo soddisfano. “In questi primi sei mesi – dice Teodoro Lonfernini - dobbiamo lavorare affinché tutta l'attività normativa che riusciremo ad introdurre, accanto alla tutela sempre garantita dagli ammortizzatori sociali, possa favorire la ripresa che, seppur graduale, ci porterà a raccogliere frutti in cinque anni”.