Doppia promozione per San Marino sui mercati internazionali, a pochi giorni dall'upgrade di S&P: anche Morningstar DBRS ha alzato il rating a lungo termine della Repubblica da BBB (basso) a BBB, migliorando contemporaneamente quello a breve termine da R-2 (medio) a R-2 (alto). Il trend resta positivo. Come spiegato nel report, l'upgrade riflette tre fattori principali: il successo del prefinanziamento e riacquisto parziale dell'Eurobond da 350 milioni di euro in scadenza a gennaio 2027, che ha riequilibrato il profilo di rischio rifinanziamento; la riduzione costante del rapporto debito pubblico/PIL dal picco del 77,2% nel 2021 al 60,6% stimato nel 2025; e il netto miglioramento della qualità degli attivi bancari, con il rapporto di crediti deteriorati sceso dal 61,1% del 2020 al 14,8% nel quarto trimestre del 2025.
Sul fronte del debito, il nuovo Eurobond da 350 milioni emesso nell'aprile 2026 ha spuntato una cedola del 3,625%, contro il 6,5% del titolo precedente, grazie a parametri fiscali più solidi. Le stime del FMI indicano un possibile calo del debito/PIL sotto il 50% entro il 2031. Sul fronte bancario, le banche sammarinesi hanno chiuso in utile per il quinto anno consecutivo nel 2025, dopo 11 anni di perdite.
Morningstar DBRS guarda con favore anche al futuro Accordo di Associazione con l'UE, che dovrebbe "approfondire l'integrazione con il mercato unico dell'UE, accelerare le riforme strutturali e rafforzare la governance", pur sottolineando che i tempi di entrata in vigore restano incerti e l'accordo richiederà la ratifica di tutti i 27 Stati membri. Tra le possibili leve per un ulteriore miglioramento, l'agenzia cita una continua riduzione del debito pubblico e l'accesso al meccanismo di liquidità rafforzato EUREP della BCE.