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Nuovo Cda Carisp: verso la nomina tra indiscrezioni su numeri e nomi

Critiche dall'opposizione che chiede le vengano riconosciuti due membri.

6 giu 2019
Cassa di RisparmioCassa di Risparmio
Cassa di Risparmio

Cresce l'attenzione su Cassa di Risparmio che domani vedrà riunita l'Assemblea dei soci per la nomina del nuovo Cda. Non sono mancate critiche dalle opposizioni che, durante i lavori consiliari, hanno lamentato l'assenza di confronto su una scelta che avrebbe dovuto coinvolgerle nell'individuazione delle professionalità migliori.

“Non è interesse di Cassa e quindi dello Stato – ha accusato Marco Gatti - mettere amici degli amici” mentre Roberto Ciavatta fa il nome di John Mazza come prossimo Presidente, dandolo in quota a Repubblica futura. Nome confermato anche in ambienti di maggioranza. “Ho dato la mia disponibilità” – commenta Mazza, che però precisa che la sua designazione non è stata formalizzata. Conosce la realtà di Carisp essendo stato già membro del cda negli anni 2011 e 2012.

Qualche indiscrezione arriva anche sui numeri del nuovo consiglio di amministrazione che dovrebbero passare da sette a cinque: quattro indicati dalla maggioranza ed uno dall'opposizione. Al momento non ci sarebbero, infatti, i due membri della Fondazione, con cui pare ci sia un accordo, da formalizzare, che prevede la rinuncia ai propri rappresentanti in seno al cda. Riguardo ai nomi, certa è la presenza di Franco Gallia nel ruolo di amministratore delegato che, in assenza di un Direttore Generale, dovrebbe “assorbirne” le deleghe. Si va inoltre verso la riconferma di Andrea Rosa e Franco Coccioli. Il quarto membro della maggioranza, salvo sorprese, dovrebbe essere quindi John Mazza, in sostituzione del presidente Zanotti che probabilmente avrà un ruolo all'interno del Gruppo Delta.

Da sciogliere, infine, il nodo sul membro dell'opposizione. I tempi sono stretti e c'è da capire se la minoranza vorrà riconfermare Gianfranco Vento.  Chiede che in un momento strategico come questo, la Banca dello Stato sia rappresentata in modo più robusto dall'intero arco parlamentare. Prende come esempio il Consiglio Direttivo di Banca Centrale e si aspetta un ragionamento analogo. C'è anche chi si dice disponibile a trattare il secondo membro con categorie economiche e forze sociali. Nel frattempo la maggioranza guarda già ai prossimi impegni. È attesa a fine mese un'altra assemblea dei soci per la riduzione degli emolumenti della governance: compensi più bassi per consiglieri e presidente.  

Monica Fabbri