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Pensioni: la Segreteria alla Sanità replica alla CSU, e la accusa di alzare la tensione sul tema previdenziale

Tutto ciò in vista dell'incontro di domani, tra Governo e sindacati, sulla riforma pensionistica. L'USL chiede profonde modifiche al testo e non esclude mobilitazioni. Previsto un sit-in, davanti al Begni, delle Federazioni pensionati CSU

29 mag 2019
CSU, Segreteria Sanità, e USL
CSU, Segreteria Sanità, e USL

C'è una risposta ferma alle dure critiche della CSU, nel comunicato diffuso oggi dalla Segreteria alla Sanità; ma al contempo una mano tesa, in vista dell'incontro di domani, quando verrà esaminata ancora la bozza di articolato della riforma previdenziale. La Segreteria assicura che il testo è stato “integrato e modificato” a seguito dei “contributi costruttivi” provenienti dalle parti sociali. Rispondendo alla Centrale Sindacale Unitaria, allora, si afferma come non vi sia alcun tentativo “di mettere in pericolo la cultura democratica del Paese”, bensì la volontà “di promuovere – recita la nota – un reale e concreto confronto sul merito delle proposte” avanzate dal Governo. E poi una stoccata ai vertici della CSU, accusati di alzare la tensione con “strumentalizzazioni e false informazioni”. Il riferimento è anche alle dichiarazioni circa la volontà del Governo di inserire, nel prossimo odg del Consiglio di Giugno, il progetto di legge di riforma previdenziale in prima lettura. Eventualità che la Segreteria, anche oggi, smentisce “categoricamente”.

Nonostante ciò, le Federazioni Pensionati della CSU, confermano l'invito ad iscritti e cittadini a partecipare al sit-in di domani, alle 9.00, davanti a Palazzo Begni, proprio in occasione dell'incontro. Nel comunicato si esprime “forte preoccupazione” per i tagli alle prestazioni previdenziali contenuti nella proposta del Governo, e si chiedono garanzie sul mezzo miliardo di risparmi pensionistici depositati nelle banche. CDLS e CSdL affermano poi come l'Esecutivo, nell'ultima Finanziaria, abbia già “anticipato un pezzo di riforma”, decidendo di “bloccare il trasferimento di 30 milioni dello Stato ai fondi previdenziali”, ed attivando “il taglio lineare dal 20 al 7% della fascia di esenzione fiscale per chi è già in pensione”. Nella nota si ricorda infine come migliaia di pensionati, dal 2012, stiano già pagando il contributo di solidarietà.

Un invito ad un “vero confronto”, sul testo proposto dal Governo, e ad una sua profonda modifica, viene poi dall'USL; che ritiene che la bozza, così come formulata, abbia “molti punti oscuri”, discrimini “pesantemente i pensionati”, e possa portare a “pericolosi effetti recessivi”. Dito puntato, poi, contro l'innalzamento a “quota 103”, la ritenuta di solidarietà – considerata “spropositata” -, il collegamento all'ICEE, e così via. L'USL anticipa che, dopo l'incontro di domani, verrà convocato il Direttivo Confederale allargato ai Direttivi di Federazione, per valutare le azioni da intraprendere. Se il Governo – si avverte - non farà un “passo indietro”, modificando le proprie impostazioni, non sono escluse “mobilitazioni”. Espresso rammarico, infine, per i mancati “chiarimenti sulla garanzia dei fondi pensione allocati presso le banche sammarinesi”.