Riforma del lavoro: sindacati e categorie chiedono proroga al 30 settembre

Lonfernini: "Chiudere entro fine luglio"

Categorie e sindacati, ognuno dalla propria parte, avanzano obiettivi e proposte sulla riforma del lavoro. A partire dagli industriali che, durante l'ultima assemblea generale Anis, hanno esortato la politica ad offrire alle aziende la possibilità di operare sui mercati con “le stesse armi degli altri Paesi”, come sottolineato dalla presidente Neni Rossini. E non, prosegue Rossini, “come si sta prospettando con la riforma del lavoro, con norme più rigide e peggiorative”. Per il segretario generale William Vagnini, ci si deve allineare con quanto in vigore in Italia e in molti Stati europei. I nodi del confronto – oggetto di un decreto la cui emanazione prevista al 30 giugno è saltata - restano tre: tempo determinato, lavoro interinale e distacchi. La quadra non è ancora arrivata. Da qui la richiesta – di sindacati e categorie – di prorogare tutto al 30 settembre.

I rappresentanti dei lavoratori ribadiscono le loro posizioni. “Non c'è bisogno di allargare le maglie della precarietà”, afferma il segretario generale Csdl Enzo Merlini che, con riferimento alle parole di Anis, rimarca: “Non abbiamo intenzione di importare il modello italiano”, visti anche i bassi livelli di disoccupazione e la liberalizzazione delle assunzioni dei frontalieri anche part-time. Sulla stessa linea Gianluca Montanari, segretario generale Cdls, che si sofferma sull'importanza di mantenere il settore controllato. “Non servono – afferma – flessibilità e libertà di assunzioni” sui livelli italiani, dato che le tipologie di aziende e i mestieri qui sono più limitati. “Ogni Paese deve avere il suo modello”, ribadisce Francesca Busignani, segretario generale Usl, che dice “no” a soluzioni che potrebbero portare precarietà.

Ma per la Segreteria al Lavoro si dovrà arrivare all'accordo entro il 31 luglio. “Tutti possono riconoscere la mia azione di mediazione”, sottolinea il segretario Teodoro Lonfernini. “Abbiamo lavorato molto per avvicinare le parti”, dice il segretario che invita dunque a trovare la quadra in un mese garantendo “disponibilità” al confronto. Ricordando però che, in mancanza di un'intesa, la Segreteria potrà emanare il decreto autonomamente.

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