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Riforma IGR iniqua? Merlini risponde ad Anis

Durante l'Attivo dei Quadri CSDL è stato illustrato un programma in grado di fare simulazioni sulla situazione individuale di ogni lavoratore o pensionato, affinché possa decidere se aderire o non aderire alla SMAC

di Monica Fabbri
17 nov 2025

Dopo aver combattuto per cambiare la Riforma, ora è tempo per il sindacato di approfondirne gli effetti pratici sui redditi dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. Durante l'Attivo dei Quadri della Csdl non poteva però mancare una risposta all'Anis, che ha definito iniquo l'IGR. “Rispetto al fatto che la Riforma è a totale carico delle imprese e non dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, non lo dicono esplicitamente ma se lo si evince è un dato di fatto, non ci dobbiamo dimenticare – afferma Enzo Merlini - che noi siamo partiti da tre mesi a questa parte facendo vedere chi negli ultimi dieci anni ha ridotto i propri redditi - lavoratori dipendenti e pensionati - e chi li ha invece aumentati.

Quindi se era necessario alzare a qualcuno le imposte, di sicuro non dovevano essere dipendenti e pensionati”. Merlini confida che prossimamente si possa sviluppare un confronto con gli industriali “perché i temi di carattere generale, cioè a cosa servono le maggiori imposte, il bilancio dello Stato in ordine e la prospettiva del rollover del debito sono temi che interessano ovviamente anche a noi”. La riforma IGR entrerà in vigore dal 1° gennaio e la CSU ha messo a punto un programma, illustrato ai Rappresentanti sindacali, in grado di fare simulazioni sulla situazione individuale di ogni lavoratore o pensionato, affinché possa decidere con maggiore consapevolezza la scelta per il prossimo anno, “cioè adesione, conferma dell'adesione alla SMAC, non adesione alla SMAC o adesione parziale, perché cambia di molto da caso a caso, da reddito a reddito, da capacità di spesa a capacità di spesa. E' molto importante - dice Merlini - avere a mente il fatto che chi non ha aderito quest'anno e non aderisse neanche il prossimo, si ritroverà da gennaio con un salasso fiscale di non poco conto, e quindi è importante che ognuno sia consapevole di quanto può ragionevolmente smaccare per poter ridurre o addirittura azzerare quest'impatto”. Al momento che cosa sta emergendo sentendo i vari interventi? “Intanto emerge la consapevolezza che abbiamo fatto un ottimo lavoro.

Il gruppo dirigente insieme a tutti i lavoratori hanno dato il meglio di sé in termini di protesta e di proposta e il risultato è evidente a tutti. Il fatto che abbiamo predisposto questo programma è stato apprezzato perché le persone ovviamente sui posti di lavoro chiedono continuamente che cosa sarà possibile e opportuno fare dal prossimo anno. E' molto importante che non sia fatta pressione, come ci risulta venga fatta, per scegliere per il 2026 il prima possibile se aderire, non aderire o aderire parzialmente. Chiederemo alle associazioni di categoria di dare il tempo ai lavoratori di decidere non solo entro gennaio ma possibilmente anche entro febbraio/marzo, in maniera tale che la campagna di informazione possa essere il più capillare possibile”.





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